{"id":11468,"date":"2016-04-07T16:51:17","date_gmt":"2016-04-07T14:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=11468"},"modified":"2025-10-16T19:21:49","modified_gmt":"2025-10-16T17:21:49","slug":"amminoacidi-proteine-ed-enzimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/amminoacidi-proteine-ed-enzimi\/","title":{"rendered":"Amminoacidi, proteine ed enzimi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"221\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/AminoAcidball.svg_.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-11469\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/AminoAcidball.svg_.png 310w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/AminoAcidball.svg_-300x214.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Gli amminoacidi sono biomolecole fondamentali che costituiscono le proteine. Gli aminoacidi sono formati da due gruppi funzionali: un <strong>gruppo amminico<\/strong> (-NH<sub>2<\/sub>) e un <strong>gruppo carbossilico <\/strong>(-COOH) legati ad un carbonio centrale detto <strong>carbonio \u03b1<\/strong>.<br>Al C<sub>\u03b1<\/sub> sono legati un idrogeno e un <strong>gruppo R<\/strong>, detto anche <strong>catena laterale <\/strong>o <strong>gruppo funzionale<\/strong>, caratteristico di ogni amminoacido e che ne determina le propriet\u00e0 chimico-fisiche.<br>Nell&#8217;amminoacido <strong>glicina<\/strong>, R \u00e8 un altro atomo di idrogeno, per cui il C<sub>\u03b1<\/sub> non \u00e8 un centro asimmetrico. In tutti gli altri amminoacidi, il C<sub>\u03b1<\/sub> \u00e8 legato a quattro gruppi diversi, per cui determina un centro chirale.<br>Sebbene possano esistere entrambi gli isomeri D- e L-, in natura <strong>tutti gli amminoacidi sono L-<\/strong> (ad eccezione di alcuni amminoacidi liberi non proteici, presenti nella parete batterica).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PROPRIETA\u2019 FISICHE:<\/strong><br>Gli amminoacidi sono solidi cristallini bianchi con caratteristiche fisiche paragonabili a quelle dei composti ionici, presentando <strong>punti di fusione elevati e scarsa solubilit\u00e0 nei solventi apolari. <\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"657\" height=\"542\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/slide_1-e1530603754387.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11471\" style=\"width:215px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/slide_1-e1530603754387.jpg 657w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/slide_1-e1530603754387-300x247.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 657px) 100vw, 657px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Zwitterione o ione dipolare<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>PROPRIET\u00c0 ACIDO-BASICHE:<br><\/strong>Dalla formula generale degli amminoacidi si nota immediatamente che i gruppi \u2013NH<sub>2<\/sub> e \u2013COOH possono <strong>ionizzarsi<\/strong> in risposta a <strong>variazioni di pH<\/strong> del mezzo acquoso.Il gruppo -NH<sub>2<\/sub> pu\u00f2 accettare un protone, mentre il gruppo \u2013COOH pu\u00f2 cederlo: questa caratteristica rende gli amminoacidi degli <strong>anfoliti<\/strong> o <strong>zwitterioni<\/strong>, cio\u00e8 <strong>ioni dipolari<\/strong> in grado di comportarsi sia come acidi che come basi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PUNTO ISOELETTRICO:<br><\/strong>Esiste un pH a cui l\u2019amminoacido \u00e8 prevalentemente in forma di ione dipolare (la solubilit\u00e0 \u00e8 minima); questo valore del pH si chiama <strong>punto isoelettrico<\/strong> e non coincide col pH=7 perch\u00e9 le due funzioni amminica e carbossilica hanno costanti di ionizzazione diverse.<br>Il comportamento in soluzione varia a seconda della natura del gruppo R. In generale il punto isoelettrico degli amminoacidi che hanno solo una funzione basica ed una funzione acida \u00e8 intorno a 6, quello con due funzioni acide \u00e8 intorno a 3 e quello con due funzioni basiche \u00e8 intorno a 9.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3322688217\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4dIkWpW\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-28 200302\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-200302.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-200302.png 442w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-28-200302-300x229.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 442px) 100vw, 442px\" width=\"300\" height=\"229\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Il termine punto isoelettrico deriva dal fatto che lo ione dipolare ha carica netta uguale a zero e se posto in un campo elettrico, non migra ne\u2019 verso l\u2019anodo, n\u00e9 verso il catodo.<br>A pH diverso dal punto isoelettrico ogni aminoacido avr\u00e0 carica netta positiva o negativa, perci\u00f2 migrer\u00e0 verso l\u2019anodo o verso il catodo, con una velocit\u00e0 che dipende anche dal suo peso molecolare. Questo principio \u00e8 alla base della tecnica separativa detta <strong>elettroforesi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PROPRIETA\u2019 CHIMICO-FISICHE:<br><\/strong>Le propriet\u00e0 chimico-fisiche degli amminoacidi sono determinate dai loro <strong>gruppi R<\/strong>.<br>Esistono <strong>20 amminoacidi<\/strong> comuni e alcuni amminoacidi rari che costituiscono le unit\u00e0 base delle proteine. Inoltre esistono oltre <strong>150 amminoacidi non proteici<\/strong>, presenti soprattutto nelle<strong> piante<\/strong> e nei <strong>funghi<\/strong>.<br>Gli amminoacidi comuni a tutte le proteine sono classificati in base alle caratteristiche dei loro gruppi R: <strong>9 apolari<\/strong> (idrofobici); <strong>6 neutri<\/strong>; <strong>3 a carica positiva<\/strong> (basici); <strong>2 a carica negativa<\/strong> (acidi).<br>L\u2019organismo \u00e8 in grado di sintetizzare da s\u00e9 molti amminoacidi, ma non tutti. Esistono infatti <strong>8 amminoacidi<\/strong> detti essenziali, perch\u00e9 devono essere introdotti con la dieta. Essi sono: <strong>fenilalanina<\/strong>, <strong>isoleucina<\/strong>, <strong>lisina<\/strong>, <strong>leucina<\/strong>, <strong>metionina<\/strong>, <strong>treonina<\/strong>, <strong>triptofano<\/strong> e <strong>valina<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"567\" height=\"109\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/biologia_appunti_parte_1_clip_image0801-1.png\" alt=\"biologia_appunti_parte_1_clip_image0801\" class=\"wp-image-11474\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/biologia_appunti_parte_1_clip_image0801-1.png 567w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/biologia_appunti_parte_1_clip_image0801-1-300x58.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"bmscience2423601190\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4n3hOt1\" target=\"_blank\" aria-label=\"9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-scaled.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-300x65.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-1024x221.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-768x166.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-1536x332.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/9b0b9447-4770-4713-8589-c51ab09f1323-2048x443.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" width=\"2560\" height=\"553\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>LEGAME PEPTIDICO E PEPTIDI:<br><\/strong>Due amminoacidi possono unirsi tra loro attraverso il legame ammidico detto <strong>legame peptidico<\/strong>, tra il gruppo \u2013NH<sub>2<\/sub> di un amminoacido e quello \u2013COOH dell&#8217;altro amminoacido, con liberazione di una molecola d&#8217;acqua (reazione di <strong>condensazione<\/strong>). L&#8217;unione di due amminoacidi genera un <strong>dipeptide<\/strong>. Pi\u00f9 amminoacidi uniti tra di loro generano un biopolimero detto <strong>polipetide<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per convenzione i polipeptidi si scrivono riportando a sinistra l\u2019amminoacido con la funzione amminica libera (amminoacido N-terminale), e a destra quello con la funzione carbossilica libera (amminoacido C-terminale).<br>Ci possono essere <strong>oligopeptidi<\/strong> quando sono presenti 15-20 residui di amminoacidi, <strong>polipeptidi<\/strong> 21-100 residui, <strong>macroproteine<\/strong> quando superano i 100 residui fino a migliaia di amminoacidi.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience735793165\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4exVHa6\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ec79efd8-7b00-4f47-a66b-9a3b5fd0059f.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ec79efd8-7b00-4f47-a66b-9a3b5fd0059f.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ec79efd8-7b00-4f47-a66b-9a3b5fd0059f-180x150.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>ORIGINE DELLE PROTEINE:<br><\/strong>Le catene polipeptidiche possono ripiegarsi dando origine alle <strong>proteine<\/strong>, che sono quindi costituite da <strong>polimeri di amminoacidi<\/strong>. La differenza tra un polipeptide e una proteina propriamente detta, consiste nel fatto che la catena polipeptidica della proteina assume una particolare <strong>conformazione spaziale <\/strong>che le conferisce le sue <strong>caratteristiche funzionali <\/strong>(per esempio un enzima, un anticorpo, un recettore di membrana).<br>La struttura della proteina \u00e8 determinata dalla sua <strong>composizione amminoacidica<\/strong>. In particolare, la natura delle <strong>catene laterali R<\/strong> determina il ripiegamento dei diversi segmenti della catena secondo strutture precise.<\/p>\n\n\n\n<p>In una proteina si distinguono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la struttura <strong>primaria<\/strong>, ovvero la sequenza lineare degli amminoacidi della catena polipeptidica;<\/li>\n\n\n\n<li>la struttura <strong>secondaria<\/strong>, determinata da forme di ripiegamento assunte spontaneamente da segmenti della catena polipeptidica, in funzione della loro composizione amminoacidica;<\/li>\n\n\n\n<li>la struttura <strong>terziaria<\/strong>, costituita da ulteriori ripiegamenti e interazioni tra le strutture secondarie delle varie porzioni della catena. Anche questa dipende dalla natura dei gruppi R degli amminoacidi;<\/li>\n\n\n\n<li>la struttura <strong>quaternaria<\/strong>, costituita dall&#8217;associazione di pi\u00f9 catene polipeptidiche a formare proteine con pi\u00f9 sub-unit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1122\" height=\"427\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura.jpg\" alt=\"proteina-struttura\" class=\"wp-image-11475\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura.jpg 1122w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura-1024x390.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteina-struttura-768x292.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1122px) 100vw, 1122px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n<div id=\"bmscience4254207865\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3LwxOFy\" target=\"_blank\" aria-label=\"ezgif-15bd77c207ead8f7\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ezgif-15bd77c207ead8f7.gif\" alt=\"\"  width=\"800\" height=\"160\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><p><strong>STRUTTURA PRIMARIA:<br><\/strong>Nella struttura primaria il <strong>legame peptidico<\/strong> \u00e8 rigido e impone una <strong>limitazione<\/strong> alle possibili conformazioni delle catene peptidiche.<\/p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/alfa-elica-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"307\" height=\"499\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/alfa-elica-1.jpg\" alt=\"alfa elica\" class=\"wp-image-11477\" style=\"aspect-ratio:0.6157635467980296;width:150px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/alfa-elica-1.jpg 307w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/alfa-elica-1-185x300.jpg 185w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>STRUTTURA SECONDARIA:<br><\/strong>Nella struttura secondaria la catena lineare si ripiega progressivamente in modo da permettere la formazione del maggior numero di legami idrogeno tra i gruppi carbonilici e i gruppi amminici dei legami peptidici.<br>Questi ponti idrogeno favoriscono la nascita della struttura secondaria della proteina. <strong>Tale struttura risulta stabile perch\u00e9 i legami idrogeno nonostante siano legami piuttosto deboli, sono presenti in grande quantit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le catene polipeptidiche &nbsp;in una struttura secondaria possono avvolgersi lungo il proprio asse formando una struttura elicoidale detta <strong>alfa elica<\/strong>. In questo modo i gruppi C=O e N\u2014H, sovrapposti e situati alla distanza di 4 amminoacidi, formano i legami a idrogeno in linee parallele all\u2019asse dell\u2019elica.<br>Questo tipo di struttura viene preferita nelle proteine o in tratti di una proteina con residui voluminosi che possono cos\u00ec disporsi verso l\u2019esterno dell\u2019elica.<br>Nella <strong>cheratina<\/strong> della lana, sette alfa eliche sono avvolte una sull&#8217;altra formando una <strong>fibra<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foglietto-beta-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"393\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foglietto-beta-1.jpg\" alt=\"foglietto beta\" class=\"wp-image-11478\" style=\"width:296px;height:141px\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foglietto-beta-1.jpg 827w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foglietto-beta-1-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foglietto-beta-1-768x365.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><p>La <strong>struttura \u03b2<\/strong> \u00e8 dovuta ad interazioni che avvengono tra due tratti di catena proteica. Essi si collocano a fianco l\u2019uno dell\u2019altro, costringendo la catena peptidica ad assumere una disposizione caratteristica a fisarmonica. Anche in questo caso il numero elevato di ponti idrogeno rende stabile tale struttura. I <strong>gruppi R<\/strong> si dispongono molto vicini (poco voluminosi) al di sopra e al di sotto del piano mediano del foglietto.<br>Se si<strong> scalda <\/strong>l&#8217;alfa-cheratina, si <strong>rompono i legami idrogeno<\/strong> tra le unit\u00e0 dell&#8217;elica e la proteina assume una forma pi\u00f9 allungata e rigida: la <strong>beta-cheratina<\/strong>, fatta di <strong>foglietti beta<\/strong>. Per questo i parrucchieri per &#8220;stirare&#8221; i capelli li scaldano prima.<\/p><\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2843743156\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4l4RJrz\" target=\"_blank\" aria-label=\"Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-scaled.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-300x40.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-1024x137.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-768x102.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-1536x205.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Exp_Storefront_Banner_DT_3000X400_IT-2048x273.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" width=\"2560\" height=\"341\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>STRUTTURA TERZIARIA:<\/strong><br>Le <strong>proteine<\/strong> con struttura terziaria sono costituite da catene polipeptidiche <strong>molto lunghe<\/strong>: diversi segmenti di queste catene possono assumere conformazioni a foglietto beta o alfa-elica. Queste diverse strutture sono intercalate da tratti non strutturati, detti a gomitolo casuale o <strong>random coil<\/strong>.<br>Le strutture secondarie a loro volta si ripiegano in complesse conformazioni spaziali, caratteristiche di ciascuna proteina. I responsabili di tale disposizione sono i ponti di solfuro, i legami ionici, le forze di legame idrofobiche e i legami idrogeno.<br>In base alla forma assunta, le proteine terziarie possono dividersi in <strong>globulari<\/strong> e <strong>fibrose<\/strong>. Le proteine globulari sono quelle in cui la catena proteica presenta molti ripiegamenti, le proteine fibrose sono quelle in cui prevalgono strutture direzionate senza ripiegamenti random coil.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2149126918\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 200px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p><strong>STRUTTURA QUATERNARIA:<br><\/strong>Le proteine con struttura quaternaria si formano quando due o pi\u00f9 proteine globulari uguali o diverse si organizzano insieme tramite legami <strong>non covalenti<\/strong> per potenziare la loro funzionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ENZIMI:<br><\/strong>Gli enzimi sono <strong>proteine<\/strong> specializzate per la funzione catalitica che controllano tutti gli eventi metabolici dell\u2019organismo. Essi agiscono da <strong>catalizzatori biologici<\/strong>, aumentando notevolmente la velocit\u00e0 delle reazioni ma risultano immutati al termine del processo.<br>Rappresentano una percentuale rilevante delle proteine cellulari bench\u00e9 ciascun tipo di enzima sia presente intracellularmente in quantit\u00e0 molto bassa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOMENCLATURA:<br><\/strong>Ad ogni enzima si attribuiscono due nomi: <strong><em>nome corrente<\/em><\/strong> e <strong><em>nome sistematico<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Nome corrente<\/em><\/strong>: i nomi degli enzimi pi\u00f9 comuni portano il suffisso <strong><em>\u201c-asi\u201d<\/em><\/strong> unito al <em>nome<\/em> del <em>substrato<\/em> della reazione (es. ureasi \u00e8 l\u2019enzima che agisce sull\u2019urea) o ad una descrizione dell\u2019<em>azione dell\u2019enzima o del tipo di reazione chimica che l\u2019enzima catalizza <\/em>(es. lattato deidrogenasi \u00e8 l\u2019enzima che opera sul substrato lattato deidrogenandolo). Alcuni enzimi conservano il vecchio nome comune (es. tripsina, ptialina).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Nome sistematico<\/em><\/strong>: gli enzimi sono suddivisi in 6 classi principali. Il suffisso <strong><em>\u201c-asi\u201d <\/em><\/strong>\u00e8 unito ad una descrizione della <strong><em>reazione chimica catalizzata.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><p>Ossidoriduttasi: Catalizzano le reazioni di ossidoriduzione.<br>Trasferasi: Catalizzano il trasferimento di gruppi funzionali.<br>Idrolasi: Catalizzano la rottura di legami con l&#8217;aggiunta d&#8217;acqua.<br>Liasi: Catalizzano l&#8217;addizione di gruppi a doppi legami o l&#8217;inverso.<br>Isomerasi: Catalizzano le reazioni di isomerizzazione.<br>Ligasi: Catalizzano la formazione di legami accoppiati all&#8217;idrolisi di ATP.<\/p><\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3567109782\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4swoans\" target=\"_blank\" aria-label=\"d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR260,631,2362,472_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_.jpg 1920w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_-300x60.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_-1024x205.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_-768x154.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/d64c165f-44d2-415e-ab64-c07f02417696._CR2606312362472_SX1920_-1536x307.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>STRUTTURA:<\/strong><br>Gli enzimi sono costituiti da una o pi\u00f9 proteine globulari ad alto peso molecolare che costituiscono l\u2019<strong><em>apoenzima<\/em><\/strong>. Talvolta esse svolgono la loro attivit\u00e0 enzimatica tal quali (es. lisozima).<br>In molti casi, gli enzimi necessitano della presenza di <strong><em>Cofattori, <\/em><\/strong>Ioni o molecole non proteiche, indispensabili affinch\u00e9 l\u2019enzima possa svolgere la sua attivit\u00e0 catalitica.<br>I cofattori pi\u00f9 comuni comprendono <em>ioni metallici<\/em> (p.es. Zn<sup>2+<\/sup>, Fe<sup>2+<\/sup>) e <em>molecole organiche<\/em> (<em>coenzimi<\/em>) derivanti in molti casi da vitamine.<br>Cofattore e apoenzima costituiscono la proteina coniugata denominata <strong><em>oloenzima.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1120\" height=\"582\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1.jpg\" alt=\"Sito attivo\" class=\"wp-image-11480\" style=\"width:361px;height:187px\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1.jpg 1120w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1-1024x532.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Sito-attivo-1-768x399.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nelle molecole enzimatiche \u00e8 presente una speciale <em>tasca<\/em> o <em>solco<\/em>, chiamato <strong><em>sito attivo<\/em><\/strong>. Esso contiene delle catene laterali di amminoacidi che creano una superficie tridimensionale che \u00e8 <strong><em>complementare al substrato<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il sito attivo si lega al substrato<\/em><\/strong><em>,<\/em> formando un complesso enzima-substrato (ES). L\u2019ES si converte in un enzima-prodotto (EP) il quale successivamente si dissocia in enzima (E) e prodotto (P).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli enzimi sono altamente <strong>specifici<\/strong> cio\u00e8 catalizzano soltanto un tipo di reazione chimica ed interagiscono con uno o con pochi substrati. Essi catalizzano un solo tipo di reazione ed eliminano o riducono le possibili reazioni collaterali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/energia-di-attivazione-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"1077\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/energia-di-attivazione-1.jpg\" alt=\"energia di attivazione\" class=\"wp-image-11481\" style=\"width:223px;height:376px\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/energia-di-attivazione-1.jpg 638w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/energia-di-attivazione-1-178x300.jpg 178w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/energia-di-attivazione-1-607x1024.jpg 607w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>FUNZIONAMENTO:<\/strong><br>Tutte le reazioni chimiche hanno una <strong><em>barriera energetica<\/em><\/strong> (chiamata <strong>energia di attivazione<\/strong>) che separa i reagenti dai prodotti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa barriera \u00e8 la differenza tra l\u2019energia dei reagenti e l\u2019energia dello stato di transizione T* che \u00e8 uno stato ad alta energia.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa dell\u2019elevata energia di attivazione, le <em>reazioni non catalizzate<\/em> <em>procederebbero<\/em> spesso <em>con lentezza<\/em>.<br>In generale, <strong>un catalizzatore aumenta la velocit\u00e0 della reazione abbassando l\u2019energia di attivazione.<\/strong><br><strong>L\u2019<em>enzima<\/em><\/strong> non modifica l\u2019equilibrio della reazione ma <strong><em>offre<\/em><\/strong> alla reazione un <strong><em>percorso alternativo<\/em><\/strong> in cui <strong><em>l\u2019energia di attivazione \u00e8 pi\u00f9 bassa<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La velocit\u00e0 delle reazioni catalizzate dagli enzimi pu\u00f2 essere influita da quattro fattori:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La concentrazione del substrato<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La temperatura<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il pH<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le modificazioni covalenti<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience2049593500\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3G3l8Ug\" target=\"_blank\" aria-label=\"7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_.jpeg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_.jpeg 1920w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_-300x60.jpeg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpeg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_-768x154.jpeg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/7881465b-a0a1-4a25-b519-802cf77c4214._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>CONCENTRAZIONE DEL SUBSTRATO:<br><\/strong>La velocit\u00e0 di una reazione catalizzata da un enzima <em>aumenta all\u2019aumentare della concentrazione del substrato<\/em> fino a raggiungere una <strong><em>velocit\u00e0 massima<\/em><\/strong> (<strong><em>V<sub>max<\/sub><\/em><\/strong>) che riflette la saturazione con il substrato dei siti attivi delle molecole di enzima presenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/equazione-Michaelis-Menten-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"489\" height=\"220\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/equazione-Michaelis-Menten-1.jpg\" alt=\"equazione Michaelis-Menten\" class=\"wp-image-11482\" style=\"width:243px;height:109px\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/equazione-Michaelis-Menten-1.jpg 489w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/equazione-Michaelis-Menten-1-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L\u2019equazione di <strong>Michaelis-Menten<\/strong> descrive la <strong><em>variazione<\/em><\/strong> della <strong><em>velocit\u00e0 di reazione<\/em><\/strong> al variare della <strong><em>concentrazione del substrato.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>v<sub>0 <\/sub>= velocit\u00e0 iniziale della reazione (*)<br>V<sub>max<\/sub>= velocit\u00e0 massima<br>K<sub>m<\/sub> = costante di Michaelis-Menten<br>[S] = concentrazione del substrato<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1031\" height=\"748\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten.png\" alt=\"grafico Michaelis-Menten\" class=\"wp-image-11483\" style=\"width:244px;height:176px\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten.png 1031w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten-300x218.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten-1024x743.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/grafico-Michaelis-Menten-768x557.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1031px) 100vw, 1031px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La <strong><em>K<sub>m<\/sub><\/em><\/strong> \u00e8 pari alla <strong><em>concentrazione di substrato<\/em><\/strong> alla quale la <strong><em>velocit\u00e0 della reazione<\/em><\/strong> \u00e8 <strong><em>1\/2 della V<sub>max<\/sub><\/em><\/strong>.<br>La <strong><em>K<sub>m<\/sub><\/em><\/strong> riflette <strong>l\u2019<em>affinit\u00e0<\/em> dell\u2019<em>enzima<\/em> per il <em>substrato<\/em><\/strong>:<br><strong><em>K<sub>m<\/sub> <\/em><\/strong>piccola, &nbsp;alta affinit\u00e0 dell\u2019enzima per il substrato<br><strong><em>K<sub>m<\/sub> <\/em><\/strong>grande<strong><em>,<\/em><\/strong> bassa affinit\u00e0 dell\u2019enzima per il substrato.<br><strong><em>Ogni enzima<\/em><\/strong> ha una <strong><em>K<sub>m <\/sub>caratteristica<\/em><\/strong> per un <strong><em>particolare substrato<\/em><\/strong>.<br>La <strong><em>K<sub>m<\/sub><\/em><\/strong> <strong><em>non varia<\/em><\/strong> al variare della [E].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_-1024x675.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-11487\" style=\"width:321px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_-1024x675.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_-300x198.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_-768x506.png 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_-1536x1013.png 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2000px-Lineweaver-Burke_plot.svg_.png 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ponendo in grafico 1\/ v<sub>0 <\/sub>in funzione di 1\/[S], si ottiene una linea retta (<strong><em>grafico di Lineweaver-Burke<\/em><\/strong>).<br>Il grafico di Lineweaver-Burke pu\u00f2 essere utilizzato per calcolare la K<sub>m<\/sub> e la V<sub>max <\/sub>e per determinare il meccanismo d\u2019azione degli inibitori enzimatici.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte degli enzimi segue la <strong><em>cinetica di Michaelis-Menten<\/em><\/strong>.<br>Il grafico della velocit\u00e0 iniziale (v<sub>0<\/sub>) in funzione della concentrazione del substrato [S] ha un andamento <strong><em>iperbolico<\/em><\/strong>.<br>Tracciando tale grafico non sempre si pu\u00f2 stabilire con esattezza quando si raggiunge la V<sub>max<\/sub> poich\u00e9 per elevate [S] la curva iperbolica ha un andamento asintotico.<\/p>\n\n\n\n<p><p><strong>TEMPERATURA:<\/strong><br>La <strong><em>velocit\u00e0<\/em><\/strong> di reazione <strong><em>aumenta<\/em><\/strong> con <strong><em>l\u2019aumentare della temperatura<\/em><\/strong> fino a raggiungere un picco.<br>Un <strong><em>ulteriore innalzamento<\/em><\/strong> della temperatura provoca una <strong><em>diminuzione <\/em><\/strong>della velocit\u00e0 di reazione a causa della <strong><em>denaturazione<\/em><\/strong> dell\u2019enzima.<\/p><\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4121649628\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4960xKC\" target=\"_blank\" aria-label=\"81JvIIs76eL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_.jpg 2536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-300x58.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-1024x197.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-768x147.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-1536x295.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/81JvIIs76eL._SX3000_-2048x393.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2536px) 100vw, 2536px\" width=\"2536\" height=\"487\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>pH:<\/strong><br>Ciascun enzima ha un<strong> <em>pH ottimale<\/em><\/strong> al quale la reazione \u00e8 catalizzata con la <strong><em>massima efficienza<\/em><\/strong>.<br>Esso in genere rispecchia quello dell\u2019ambiente in cui l\u2019enzima svolge normalmente le sue funzioni.<br><em>La concentrazione degli H<sup>+<\/sup> (pH) influenza l\u2019attivit\u00e0 enzimatica<\/em> <em>modificando la geometria del<\/em> <strong><em>sito attivo<\/em><\/strong> e la <em>distribuzione delle cariche elettriche<\/em> dei gruppi coinvolti nel legame del substrato o nel processo catalitico stesso.<br><em>Valori di pH estremi<\/em> possono anche provocare la <strong><em>denaturazione<\/em><\/strong> dell\u2019enzima.<br>Un enzima \u00e8 stabile ad un pH compreso tra 4 e 9 come le altre proteine.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2640424542\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/44sunFE\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/3c9ca780-635b-4c7e-9b5b-eb0e52844525-180x150.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p><strong>INIBIZIONE DELL\u2019ATTIVIT\u00c0 ENZIMATICA:<\/strong><br>L\u2019<strong><em>Inibitore<\/em><\/strong> \u00e8 una qualsiasi sostanza capace di far <strong><em>diminuire la velocit\u00e0 di una reazione<\/em><\/strong> catalizzata da un enzima. Gli inibitori possono essere:<br><strong><em>Inibitori reversibili,<\/em><\/strong> quando si legano agli enzimi con legami deboli, non covalenti. La diluizione del complesso enzima-inibitore provoca la dissociazione dell\u2019inibitore e il recupero dell\u2019attivit\u00e0 enzimatica. Tale inibizione pu\u00f2 seguire un meccanismo di tipo competitivo o non competitivo.<br><strong><em>Inibitori irreversibili o (inattivatori)<\/em><\/strong>: si legano in modo stabile all\u2019enzima, spesso con interazioni covalenti, inattivandolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019inibizione competitiva, l\u2019<strong><em>inibitore<\/em><\/strong>, <strong><em>strutturalmente simile<\/em><\/strong>, <strong><em>compete con il substrato<\/em><\/strong> per il legame a quel sito. Quando prevale la concentrazione del substrato, esso riesce a scacciare l\u2019inibitore.<br><strong><em>Aumentando la [S] l\u2019effetto<\/em><\/strong> di un inibitore competitivo <strong><em>si attenua<\/em><\/strong> <strong><em>fino ad annullarsi<\/em><\/strong>.<br>Per una [S] sufficientemente elevata, la velocit\u00e0 di reazione raggiunge ugualmente la <strong><em>V<sub>max<\/sub><\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><p>L\u2019inibizione non competitiva si verifica quando <strong><em>inibitore e substrato si legano a siti diversi, chiamati siti allosterici. L\u2019inibitore non competitivo pu\u00f2 legarsi sia all\u2019enzima che al complesso ES, bloccando la reazione.<\/em><\/strong><br><strong><em>La V<sub>max<\/sub> \u00e8 diminuita <\/em><\/strong>(l\u2019inibizione non competitiva non si annulla aumentando la [S]).<br><strong><em>La Km rimane invariata<\/em><\/strong> (l\u2019inibitore non competitivo non interferisce con il legame del substrato all\u2019enzima).<br>Sul <strong><em>grafico di Lineweaver-Burke<\/em><\/strong> le due rette (reazione inibita e non) intersecano l\u2019asse <strong><em>y<\/em><\/strong> in punti diversi (la <strong><em>V<sub>max<\/sub><\/em><\/strong> \u00e8 diminuita) e quello delle <strong><em>x<\/em><\/strong> a livello di -1\/ <strong><em>K<sub>m<\/sub> <\/em><\/strong>(la <strong><em>K<sub>m<\/sub><\/em><\/strong> \u00e8 immutata).<\/p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La biochimica degli Amminoacidi, i mattoni della vita\" width=\"768\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uS_oObeYrxw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n<div id=\"bmscience3469777955\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli amminoacidi sono biomolecole fondamentali che costituiscono le proteine. Gli aminoacidi sono formati da due gruppi funzionali: un gruppo amminico (-NH2) e un gruppo carbossilico (-COOH) legati ad un carbonio centrale detto carbonio \u03b1.Al C\u03b1 sono legati un idrogeno e un gruppo R, detto anche catena laterale o gruppo funzionale, caratteristico di ogni amminoacido e&hellip;<\/p>\n<p class=\"more\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/amminoacidi-proteine-ed-enzimi\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Amminoacidi, proteine ed enzimi<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11473,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[47,51],"tags":[340,449,1393,1772,1774,2348,2792,2797,3242,3668,3669,3672,3674,3938,4323,4563,4826,5290,5817,6036,6039,7237],"class_list":["post-11468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biologia","category-chimica-organica","tag-alfa-elica","tag-amminoacidi","tag-catena-laterale","tag-coenzima","tag-cofattore","tag-dipeptide","tag-enzima","tag-enzimi","tag-foglietti-beta","tag-gruppo-amminico","tag-gruppo-carbossilico","tag-gruppo-funzionale","tag-gruppo-r","tag-inibitori","tag-legame-peptidico","tag-macroproteine","tag-michaelis-menten","tag-oligopeptidi","tag-polipeptide","tag-proteina","tag-proteine","tag-substrato","entry"],"author_meta":{"display_name":"Raffo Coco","author_link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/author\/raffo\/"},"featured_img":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/proteine.600x420.23696-300x179.jpg","coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/biologia\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Biologia<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Chimica Organica<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Biologia<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Chimica Organica<\/span>"]},"tags":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">alfa elica<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">amminoacidi<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">catena laterale<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">coenzima<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">cofattore<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">dipeptide<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Enzima<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">enzimi<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">foglietti beta<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo amminico<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo carbossilico<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo funzionale<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo R<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">inibitori<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">legame peptidico<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">macroproteine<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Michaelis-Menten<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">oligopeptidi<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">polipeptide<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">proteina<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">proteine<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/scienze-naturali\/chimica\/chimica-organica\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">substrato<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">alfa elica<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">amminoacidi<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">catena laterale<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">coenzima<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">cofattore<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">dipeptide<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Enzima<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">enzimi<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">foglietti beta<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo amminico<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo carbossilico<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo funzionale<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">gruppo R<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">inibitori<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">legame peptidico<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">macroproteine<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Michaelis-Menten<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">oligopeptidi<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">polipeptide<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">proteina<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">proteine<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">substrato<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 10 anni fa","modified":"Aggiornato 6 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 07\/04\/2016","modified":"Aggiornato il 16\/10\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 07\/04\/2016 16:51","modified":"Aggiornato il 16\/10\/2025 19:21"},"featured_img_caption":"","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11468"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25399,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11468\/revisions\/25399"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}