{"id":17890,"date":"2023-09-19T12:16:07","date_gmt":"2023-09-19T10:16:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=17890"},"modified":"2025-08-10T17:49:51","modified_gmt":"2025-08-10T15:49:51","slug":"i-radiofarmaci-utilizzati-in-medicina-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/i-radiofarmaci-utilizzati-in-medicina-nucleare\/","title":{"rendered":"I radiofarmaci utilizzati in medicina nucleare"},"content":{"rendered":"\n<p>I <strong>radiofarmaci<\/strong> rappresentano una categoria di medicinali utilizzati in ambito medico per scopi diagnostici e\/o terapeutici. La caratteristica distintiva di un radiofarmaco \u00e8 la presenza di uno o pi\u00f9 <strong>radionuclidi<\/strong>, ossia nuclei radioattivi, incorporati nella sua composizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa definizione genera una nuova prospettiva, superando la vecchia distinzione tra &#8220;<strong>tracciante<\/strong>&#8221; (originariamente utilizzato per molecole marcate di interesse biologico in studi metabolici in vitro o in vivo) e &#8220;<strong>indicatore<\/strong>&#8221; (riservato a molecole marcate per scopi diagnostici).<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3016876374\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 200px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p>Attraverso l&#8217;uso di radiofarmaci specifici, la medicina nucleare consente di valutare aspetti funzionali e processi biochimico-metabolici a livello di organi, tessuti e, talvolta, persino a livello cellulare. In generale, un radiofarmaco \u00e8 costituito da una combinazione di un radionuclide, responsabile del segnale rilevabile dall&#8217;esterno del corpo, e un composto che determina le propriet\u00e0 biologiche della molecola.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla classificazione basata sulla loro struttura chimica, meccanismo di localizzazione e potenziale azione terapeutica, i radiofarmaci possono essere categorizzati in base al tipo di visualizzazione che producono in un&#8217;applicazione diagnostica specifica, che pu\u00f2 essere &#8220;positiva&#8221; o &#8220;negativa&#8221;. In particolare, un <strong>radiofarmaco indicatore positivo<\/strong> si accumula in modo selettivo nei siti di processi patologici, evidenziando direttamente la sede dell&#8217;alterazione metabolica specifica. Al contrario, un <strong>radiofarmaco indicatore negativo<\/strong> si accumula nei tessuti normali e funzionanti dell&#8217;organo, evidenziando il processo patologico come un&#8217;area di mancata captazione. Va notato che questa distinzione non \u00e8 sempre rigida, poich\u00e9 alcuni radiofarmaci possono comportarsi sia come indicatori positivi che negativi, a seconda dell&#8217;applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, in campo tiroideo, il <strong>radioiodio<\/strong> o il <strong><sup>99m<\/sup>Tc-Pertecnetato<\/strong> sono indicatori negativi per i noduli tiroidei non funzionanti (&#8220;freddi&#8221;), ma diventano indicatori positivi in caso di iperfunzione tiroidea, sia nodulare che diffusa. Allo stesso modo, alcuni radiofarmaci utilizzati nella scintigrafia miocardica di perfusione, come il <strong><sup>99m<\/sup>Tc-Sestamibi<\/strong> e il <strong><sup>201<\/sup>Tl-Cloruro<\/strong>, possono essere indicatori negativi quando evidenziano un deficit di perfusione miocardica e positivi quando localizzano lesioni focali ipermetaboliche, come adenomi paratiroidei o altre lesioni tumorali.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il radiofarmaco <strong>PET [<sup>18<\/sup>F]Fluoro-2-deossiglucosio<\/strong> ([<sup>18<\/sup>F]FDG) pu\u00f2 essere utilizzato sia come indicatore negativo, per visualizzare aree di sostanza grigia con metabolismo ridotto nel Sistema Nervoso Centrale, sia come indicatore positivo, per visualizzare lesioni neoplastiche con un elevato consumo di glucosio.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3932693222\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4k1fShA\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-06-21 201459\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-21-201459.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-21-201459.png 1218w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-21-201459-300x83.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-21-201459-1024x283.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-21-201459-768x212.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1218px) 100vw, 1218px\" width=\"1218\" height=\"337\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>I radiofarmaci vengono somministrati in quantit\u00e0 molto inferiori rispetto ai mezzi di contrasto utilizzati in radiodiagnostica e non devono essere confusi con questi ultimi. Durante una singola scansione TC con mezzo di contrasto, ad esempio, la quantit\u00e0 di iodio somministrata pu\u00f2 essere di diversi grammi, mentre i radiofarmaci sono somministrati in quantit\u00e0 che raramente superano i <strong>pochi milligrammi<\/strong>, pi\u00f9 spesso frazioni di milligrammo. Queste quantit\u00e0 ridotte di radiofarmaci di solito non causano perturbazioni significative nei sistemi biologici studiati, ma in rari casi possono verificarsi <strong>reazioni di idiosincrasia<\/strong>. Inoltre, per alcuni radiofarmaci utilizzati a scopi terapeutici, le quantit\u00e0 somministrate possono essere pi\u00f9 elevate e richiedere monitoraggio dei parametri vitali come la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.<\/p>\n\n\n\n<p>Va notato che la somministrazione di radiofarmaci costituiti da macromolecole eterologhe, come gli anticorpi monoclonali marcati di origine murina, pu\u00f2 innescare risposte immunitarie nei pazienti, aumentando il rischio di reazioni collaterali avverse in caso di somministrazioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei radionuclidi utilizzati in medicina nucleare emette <strong>raggi gamma<\/strong>, consentendo la produzione di immagini scintigrafiche sia planari che tomografiche attraverso la tecnica di <em>Single Photon Emission Computed Tomography<\/em> (<strong>SPECT<\/strong>).<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience749679427\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3S6TlEO\" target=\"_blank\" aria-label=\"81TpICRq-RL._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_.jpg 2055w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_-300x68.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_-1024x232.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_-768x174.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_-1536x348.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/81TpICRq-RL._SX3000_-2048x464.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2055px) 100vw, 2055px\" width=\"2055\" height=\"466\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Nel campo delle applicazioni diagnostiche, i principali radionuclidi utilizzati includono gli isotopi dello iodio, del tecnezio, dell&#8217;indio, del gallio e del tallio. Questi radioisotopi, tra cui spicca l&#8217;<strong>iodio-124<\/strong> con decadimento positronico, insieme ad altri radionuclidi comunemente impiegati in medicina nucleare, vengono sintetizzati e caratterizzati in termini di varie propriet\u00e0 fisiche, come riassunto nella seguente tabella.<\/p>\n\n\n\n<table id=\"tablepress-32\" class=\"tablepress tablepress-id-32 tbody-has-connected-cells\">\n<thead>\n<tr class=\"row-1\">\n\t<th class=\"column-1\"><center><b>Radionuclide<\/b><\/center><\/th><th class=\"column-2\"><center><b>Natura chimica<\/b><\/center><\/th><th class=\"column-3\"><center><b>T<sub>1\/2<\/sub><\/b><\/center><\/th><th class=\"column-4\"><center><b>Energia \u03b3 (KeV)<\/b><\/center><\/th><th class=\"column-5\"><center><b>Note<\/b><\/center><\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody class=\"row-striping row-hover\">\n<tr class=\"row-2\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>123<\/sup>I*<\/td><td class=\"column-2\">Alogeno<\/td><td class=\"column-3\">12,8<\/td><td class=\"column-4\">159<\/td><td class=\"column-5\">Emissione anche di \u03b2<sup>&#8211;<\/sup> a bassa energia (elettroni di Auger)<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-3\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>131<\/sup>I<\/td><td class=\"column-2\">Alogeno<\/td><td class=\"column-3\">196,8<\/td><td class=\"column-4\">284, 364, 637<\/td><td class=\"column-5\">Emissione anche di \u03b2<sup>&#8211;<\/sup> con energia 606 Kev<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-4\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>125<\/sup>I*<\/td><td class=\"column-2\">Alogeno<\/td><td class=\"column-3\">1440<\/td><td class=\"column-4\">35<\/td><td class=\"column-5\">Emissione anche di \u03b2<sup>&#8211;<\/sup> a bassa energia (elettroni di Auger)<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-5\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>99m<\/sup>Tc<\/td><td class=\"column-2\">Metallo di transizione<\/td><td class=\"column-3\">6<\/td><td class=\"column-4\">140<\/td><td class=\"column-5\">Elevata reattivit\u00e0 chimica<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-6\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>111<\/sup>In*<\/td><td class=\"column-2\">Metalloide<\/td><td class=\"column-3\">67,9<\/td><td class=\"column-4\">171, 245<\/td><td class=\"column-5\">Emissione anche di \u03b2<sup>&#8211;<\/sup> a bassa energia (elettroni di Auger)<\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-7\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>67<\/sup>Ga*<\/td><td class=\"column-2\">Metalloide<\/td><td class=\"column-3\">78,3<\/td><td class=\"column-4\">93, 184, 300<\/td><td class=\"column-5\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-8\">\n\t<td class=\"column-1\"><sup>201<\/sup>Tl*<\/td><td class=\"column-2\">Metalloide<\/td><td class=\"column-3\">73<\/td><td class=\"column-4\">72, 135, 166, 167<\/td><td class=\"column-5\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr class=\"row-9\">\n\t<td colspan=\"5\" class=\"column-1\">* Decadimento anche per cattura elettronica, con emissione secondaria di un raggio X caratteristico<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<!-- #tablepress-32 from cache -->\n\n\n<p>Oltre alle propriet\u00e0 fisiche del radionuclide stesso, un radiofarmaco pu\u00f2 essere classificato in base a vari parametri aggiuntivi:<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3327304546\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 300px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>forma chimica<\/strong>: ad esempio, il radioiodio pu\u00f2 essere somministrato come<strong> ioduro di sodio<\/strong> (NaI);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>radioattivit\u00e0<\/strong>: viene misurata in <strong>Becquerel<\/strong> (Bq), ma talvolta \u00e8 espressa in <strong>Curie<\/strong> (Ci) per conformit\u00e0 ai vecchi standard;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>attivit\u00e0 specifica<\/strong>: rappresenta il rapporto tra la radioattivit\u00e0 e la quantit\u00e0 di radiofarmaco presente nella preparazione, spesso espressa in <strong>moli<\/strong> (MBq\/nmole) o <strong>microgrammi<\/strong> (MBq\/\u03bcg);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>concentrazione radioattiva<\/strong>: indica il rapporto tra la radioattivit\u00e0 e il volume della soluzione del radiofarmaco, ad esempio, <strong>MBq\/mL<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>volume totale della soluzione<\/strong>: specifica la quantit\u00e0 totale di soluzione contenente il radiofarmaco.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I radiofarmaci possono essere costituiti da radionuclidi presenti sotto forma ionica. Ad esempio, lo iodio-123 o lo iodio-131 possono essere somministrati come ioduro di sodio. In alternativa, il <strong>tecnezio-99m pertecnetato<\/strong> (<sup>99m<\/sup>TcO<sub>4<\/sub><sup>&#8211;<\/sup>) viene eluito in soluzione fisiologica da un generatore di <strong>molibdeno-99<\/strong>. Altri esempi includono il gallio-67 citrato, il fluoro-18 fluoruro, lo stronzio-89 cloruro, il tallio-201 cloruro e il rubidio-82 cloruro. Questi radiofarmaci possono essere utilizzati per applicazioni diagnostiche e terapeutiche poich\u00e9 alcuni sono identici chimicamente agli elementi nativi nel sistema biologico, mentre altri sono analoghi chimici di elementi normalmente presenti nel corpo.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience612912054\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/435LIEK\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-04-30 114327\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-114327.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-114327.png 1391w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-114327-300x52.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-114327-1024x178.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Screenshot-2025-04-30-114327-768x134.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1391px) 100vw, 1391px\" width=\"1391\" height=\"242\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Nella maggior parte dei radiofarmaci in uso oggi, il radionuclide svolge un ruolo fondamentale nell&#8217;abilitare la localizzazione scintigrafica del radiofarmaco all&#8217;interno del corpo attraverso l&#8217;emissione di raggi gamma o beta. Pu\u00f2 anche essere coinvolto nell&#8217;azione terapeutica attraverso l&#8217;emissione di particelle beta negativa (\u03b2<sup>&#8211;<\/sup>) o, pi\u00f9 raramente, particelle alfa (\u03b1). Tuttavia, la distribuzione e la localizzazione specifiche in determinate regioni del corpo dipendono dalla sua incorporazione in una molecola pi\u00f9 complessa, dotata di proprie caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche (destino biologico).<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2910426888\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3EFx4eg\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-07 145813\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-07-145813.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-07-145813.png 384w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-07-145813-300x263.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" width=\"300\" height=\"263\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>La reazione chimica utilizzata per introdurre un radionuclide all&#8217;interno di una molecola pi\u00f9 complessa \u00e8 nota come &#8220;<strong>reazione di marcatura<\/strong>&#8220;. Questo processo pu\u00f2 avvenire attraverso la sostituzione diretta di un atomo nativo nella molecola con un isotopo radioattivo. Ad esempio, sostituendo un atomo di iodio nativo (<strong>iodio-127<\/strong>) nella <strong>L-Tiroxina<\/strong> (un ormone tiroideo che normalmente contiene 4 atomi di iodio) con un atomo di iodio-131, si ottiene un tracciante radioattivo identico alla L-Tiroxina originale. La distribuzione e il metabolismo di questa molecola all&#8217;interno del corpo sono quindi identici a quelli della L-Tiroxina prodotta dalla tiroide.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio pi\u00f9 contemporaneo di marcatura radiochimica riguarda la preparazione di radiofarmaci per applicazioni <strong>PET<\/strong> (Tomografia ad Emissione di Positroni), in cui atomi non radioattivi in posizioni specifiche nella struttura di sostanze biologicamente rilevanti (come aminoacidi, altri metaboliti o farmaci) vengono sostituiti da atomi emettitori di positroni \u03b2<sup>+<\/sup> (ad esempio, ossigeno-15 al posto di ossigeno-16 nativo, carbonio-11 al posto di carbonio-12 nativo, azoto-13 al posto di azoto-14 nativo, e cos\u00ec via). Poich\u00e9 il radiofarmaco prodotto \u00e8 chimicamente identico alla sostanza di partenza, \u00e8 considerato un vero &#8220;<strong>tracciante<\/strong>&#8220;. Dopo l&#8217;administrazione al paziente, segue esattamente le stesse tappe metaboliche della sostanza nativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, queste indagini sono spesso complesse poich\u00e9 richiedono correzioni per la concentrazione radioattiva registrata in un tessuto specifico per i metaboliti intermedi e terminali ancora radioattivi che si formano durante il processo di degradazione metabolica del radiofarmaco. Questi metaboliti hanno a loro volta cinetiche di distribuzione e accumulo specifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella simbologia radiochimica, la presenza di un radionuclide all&#8217;interno di una molecola \u00e8 indicata racchiudendo il radionuclide tra parentesi quadre, ad esempio, [<sup>11<\/sup>C]Colina, [<sup>11<\/sup>C]Glucosio, [<sup>13<\/sup>N]Ammoniaca, [<sup>11<\/sup>C]Timidina, [<sup>18<\/sup>F]Fluoro-2-deossiglucosio ([<sup>18<\/sup>F]FDG), [<sup>18<\/sup>F]Fluorouracile, [<sup>125<\/sup>I]Iodo-2\u2019-deossiuridina, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-17899\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"712\" height=\"844\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-timidina-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17899\" style=\"width:429px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-timidina-1.jpg 712w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-timidina-1-253x300.jpg 253w\" sizes=\"auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Formula di struttura (<strong>a<\/strong>) della timidina, base costitutiva del DNA. Sostituendo il gruppo -CH<sub>3<\/sub><sup>&#8211;<\/sup> con un atomo di Iodio-125, si ottiene il tracciante radioattivo 5[<sup>125<\/sup>I]-2\u2019-deossiuridina, rappresentato in <strong>c<\/strong>. Anche se non identico, questo tracciante ha una struttura e un comportamento biologico simili a quelli della timidina come substrato della timidin-chinasi, mentre il tracciante iodato non prosegue ulteriormente nel successivo destino metabolico; la sua incorporazione in vitro o in vivo pu\u00f2 essere quindi utilizzata (seppure con alcune limitazioni) per stimare l\u2019entit\u00e0 della proliferazione cellulare.<br>Fonte:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/search?ie=UTF8&amp;tag=bmscience.net-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=26836e739cfede8ee8de1cdbb724998c&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;index=books&amp;keywords=Fondamenti%20di%20medicina%20nucleare.%20Tecniche%20e%20applicazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondamenti di medicina nucleare. Tecniche e applicazioni.<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando non \u00e8 possibile ottenere una molecola chimicamente equivalente alla sostanza biologicamente attiva desiderata attraverso la marcatura, un radiofarmaco pu\u00f2 essere creato sostituendo un gruppo funzionale (come -OH<sup>&#8211;<\/sup> o -CH<sub>3<\/sub>) con un radionuclide (come uno ione ioduro o fluoruro) o un gruppo chimico contenente il radionuclide (come &#8211;<sup>11<\/sup>CH<sub>3<\/sub>) che abbia dimensioni e carica elettrica simili a quelle dei gruppi originali e sia posizionato in una parte della molecola che non influenzi significativamente il suo destino biologico (ad esempio, in una zona non biologicamente attiva).<\/p>\n\n\n\n<p>La marcatura radiochimica \u00e8 tanto pi\u00f9 agevole quanto pi\u00f9 grande \u00e8 la molecola bersaglio, un fenomeno comune nelle macromolecole proteiche. Spesso, per scopi di marcatura, si sfrutta la presenza di una <strong>tirosina<\/strong> tra gli aminoacidi costituenti della molecola bersaglio, specialmente se posizionata in modo &#8220;esposto&#8221;. La tirosina pu\u00f2 essere facilmente marcabile tramite la <strong>radioiodazione<\/strong>. In questo caso, sebbene la struttura finale del peptide possa differire leggermente da quella della molecola originale (a causa della presenza di iodotirosina invece di tirosina), le caratteristiche biochimiche della molecola risultante (ora un radiofarmaco) non sono drasticamente diverse da quelle della proteina originale. Un esempio di questa metodica \u00e8 la marcatura con radioiodio della <strong>sieroalbumina umana<\/strong>, che \u00e8 stata ampiamente utilizzata in passato sia per studi metabolici sia come indicatore intravascolare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-17901 size-full\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1060\" height=\"741\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-tirosina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17901\" style=\"width:448px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-tirosina.jpg 1060w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-tirosina-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-tirosina-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Formula-di-struttura-della-tirosina-768x537.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1060px) 100vw, 1060px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Formula di struttura (<strong>a<\/strong>) e corrispondente rappresentazione tridimensionale (<strong>b<\/strong>) della tirosina, aminoacido di cui sono particolarmente ricche molte proteine (ad esempio, la sieroalbumina). Sostituendo un atomo di idrogeno adiacente al gruppo -OH<sup>&#8211;<\/sup> con un atomo di radioiodio, si altera solo di poco la struttura dell\u2019aminoacido stesso (corrispondenti rappresentazioni <strong>c<\/strong> e <strong>d<\/strong>); se poi l\u2019aminoacido marcato \u00e8 parte di una macromolecola molto pi\u00f9 complessa (ad esempio, la sieroalbumina \u00e8 composta da circa 580 aminoacidi), \u00e8 poco probabile che ne risulti alterato il comportamento biologico; tale macromolecola pu\u00f2 quindi essere utilizzata quale tracciante radioattivo per studi metabolici in vitro e in vivo.<br>Fonte:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/search?ie=UTF8&amp;tag=bmscience.net-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=26836e739cfede8ee8de1cdbb724998c&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;index=books&amp;keywords=Fondamenti%20di%20medicina%20nucleare.%20Tecniche%20e%20applicazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondamenti di medicina nucleare. Tecniche e applicazioni.<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando nella molecola bersaglio non sono disponibili gruppi reattivi per l&#8217;introduzione del radioiodio, la marcatura pu\u00f2 essere eseguita tramite un legame con un <strong>radionuclide metallico<\/strong> attraverso una <strong>reazione di chelazione<\/strong>. Questo comporta la funzionalizzazione preventiva della molecola bersaglio mediante l&#8217;inserimento di un opportuno gruppo chelante, che \u00e8 in grado di legare il radionuclide desiderato (come il Tecnezio-99m, l&#8217;Indio-111, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista della simbologia radiochimica, i radiofarmaci marcanti attraverso queste reazioni (note come <strong>reazioni di addizione<\/strong>) sono indicati con il simbolo del radionuclide (senza parentesi quadre) seguito da un trattino e il nome &#8220;triviale&#8221; della parte restante del radiofarmaco. Ad esempio: <sup>131<\/sup>I-Albumina, <sup>99m<\/sup>Tc-Fitato, <sup>99m<\/sup>Tc-Macroaggregati di Albumina, <sup>99m<\/sup>Tc-Pirofosfato, <sup>111<\/sup>In-Pentetreotide, <sup>68<\/sup>Ga-DOTA-TOC, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente, molti composti radioattivi sviluppati per applicazioni nella medicina nucleare (come radiofarmaci o traccianti per studi metabolici) si basavano sulla marcatura con il radioiodio, in particolare <sup>131<\/sup>I per applicazioni in vivo e <sup>125<\/sup>I per applicazioni in vitro. L&#8217;introduzione di un atomo di iodio in una molecola complessa pu\u00f2 avvenire attraverso diversi meccanismi, tra cui lo scambio isotopico, la sostituzione nucleofila, la sostituzione aromatica elettrofila e la somma di doppio legame, a seconda della tecnica di marcatura utilizzata.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1546659381\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4khcq3s\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cattura-1.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cattura-1.png 647w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cattura-1-300x90.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px\" width=\"647\" height=\"194\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Uno dei metodi di marcatura radiochimica utilizzati \u00e8 lo <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>scambio isotopico<\/strong><\/span>, che comporta la sostituzione di un atomo non radioattivo, precedentemente presente nella struttura originale della molecola, con un atomo radioattivo dello stesso elemento. In questo processo, l&#8217;entit\u00e0 dello scambio \u00e8 direttamente proporzionale al rapporto molare tra il substrato da marcare e il radioiodio. Ad esempio, un rapporto iniziale di 1:1 tra radioiodio e substrato dovrebbe, in teoria, portare all&#8217;incorporazione del 50% del radioiodio, mentre un rapporto di 20:1 dovrebbe risultare nell&#8217;incorporazione del 95% del substrato. Questa reazione di marcatura \u00e8 facilitata dalla presenza di sali di rame(I) e da un ambiente riducente. Tuttavia, \u00e8 importante notare che, tipicamente, la reazione di marcatura per scambio isotopico produce radiofarmaci con una <strong>bassa attivit\u00e0 specifica<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2243707640\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kmxOna\" target=\"_blank\" aria-label=\"Lavazza\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Lavazza.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"300\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Un altro metodo ampiamente utilizzato \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>sostituzione nucleofila<\/strong><\/span>, che coinvolge la sostituzione di un gruppo funzionale presente nella struttura molecolare originale con un radionuclide in forma anionica, come ioduro, il fluoruro o il cianuro. Questo tipo di marcatura \u00e8 comunemente usato per composti alifatici ma pu\u00f2 anche essere applicato a substrati aromatici. La sostituzione nucleofila tende a produrre radiofarmaci con un&#8217;<strong>alta attivit\u00e0 specifica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un metodo efficiente di marcatura radiochimica coinvolge la <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>sostituzione elettrofila aromatica<\/strong><\/span>, che si basa sulla sostituzione di un atomo di idrogeno, all&#8217;interno di una molecola aromaticamente ricca di elettroni, con un atomo di <strong>radioiodio<\/strong> nella forma reattiva I<sup>+<\/sup>. Questo metodo \u00e8 stato inizialmente sviluppato per la radioiodazione dei residui di tirosina nelle proteine, ma \u00e8 ora ampiamente utilizzato per marcare molecole contenenti anelli aromatici ricchi di elettroni. Le reazioni avvengono in condizioni di pH blande, che evitano la denaturazione delle molecole da marcare, e di solito a temperatura ambiente in presenza di ossidanti. \u00c8 importante mantenere rigorosamente sotto controllo le condizioni della reazione poich\u00e9 possono produrre una miscela di <strong>isomeri indesiderati<\/strong>. La trasformazione dello ione ioduro I<sup>&#8211;<\/sup> nella forma reattiva I<sup>+<\/sup> avviene mediante ossidazione in presenza di <strong>agenti ossidanti<\/strong>, come la cloramina-T, la dicloramina-T, IODOGEN\u2122, la N-bromosuccinamide o la lattoperossidasi\/H<sub>2<\/sub>O<sub>2<\/sub>.<br>\nQuando le proteine o altre macromolecole non contengono residui amminoacidici direttamente marcabili con radioiodio, si pu\u00f2 utilizzare il <strong>reagente di Bolton-Hunter<\/strong>, chiamato N-succinimidil-3-(4-idrossifenil)-propionato. Questo reagente attiva l&#8217;anello fenolico per la radioiodinazione elettrofila, e l&#8217;estere attivo N-idrossi-succinamide permette la reazione di coniugazione con i residui amminici presenti nella proteina, spesso quelli delle catene laterali della lisina.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3866514286\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4jGGZzc\" target=\"_blank\" aria-label=\"Cattura\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-17.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-17.png 1064w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-17-300x64.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-17-1024x219.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cattura-17-768x165.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1064px) 100vw, 1064px\" width=\"1064\" height=\"228\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Per la marcatura con <sup>99m<\/sup>Tc, possono essere utilizzate due procedure: il metodo diretto e quello indiretto.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience3705282660\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4k5ejQz\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-21 204822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822.png 382w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-21-204822-300x268.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" width=\"300\" height=\"268\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Nel <strong>metodo diretto<\/strong>, il radiometallo \u00e8 legato alle molecole sfruttando la capacit\u00e0 coordinante degli atomi di zolfo presenti nella struttura delle molecole. Questi atomi di zolfo spesso svolgono una funzione strutturale all&#8217;interno delle macromolecole attraverso la formazione di gruppi disolfuro -S-S- che collegano i segmenti principali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>pre-tinning<\/strong> \u00e8 un metodo relativamente semplice in cui viene utilizzato Sn<sup>2+<\/sup> in elevate concentrazioni per generare gruppi disolfuro liberi e ridurre il pertecnetato.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri approcci utilizzano agenti riducenti come il dimercaptoetanolo per scoprire gruppi sulfidrilici senza frammentare la molecola. Tuttavia, questo metodo non offre un controllo preciso sulla regione della molecola a cui si lega il radiometallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel <strong>metodo indiretto<\/strong>, noto anche come <strong>metodo per coniugazione<\/strong>, si utilizza un chelante bifunzionale contenente un gruppo chelante (A) per il radiometallo e un gruppo che si lega selettivamente alla molecola bersaglio (B). Questi gruppi sono separati da un linker (C) che riduce l&#8217;ingombro sterico del gruppo chelante sulla molecola coniugata. Il radiometallo pu\u00f2 essere aggiunto alla molecola da radiomarcare gi\u00e0 legata all&#8217;agente chelante bifunzionale o complessato prima del legame con la molecola bersaglio. Questo metodo offre maggiore controllo sulla posizione del radiometallo nella molecola.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4aTddDr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"817\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/610uHTJ76qL._SL1036_-817x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18269\" style=\"width:165px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/610uHTJ76qL._SL1036_-817x1024.jpg 817w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/610uHTJ76qL._SL1036_-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/610uHTJ76qL._SL1036_-768x962.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/610uHTJ76qL._SL1036_.jpg 827w\" sizes=\"auto, (max-width: 817px) 100vw, 817px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4aTddDr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Acquista ora<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Per la marcatura con <strong><sup>111<\/sup>In<\/strong>, vengono spesso utilizzati agenti chelanti, come il DTPA o il DOTA, legati a gruppi bifunzionali che fungono da ponte tra l&#8217;atomo di indio radioattivo e la macromolecola.<br>\nIl <strong>Gallio-68<\/strong> (<sup>68<\/sup>Ga) \u00e8 utilizzato per la marcatura di radiofarmaci PET, come analoghi della somatostatina, impiegando spesso il DOTA come agente chelante gi\u00e0 legato al peptide.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l&#8217;<strong>Ittrio-90<\/strong> (<sup>90<\/sup>Y) trova applicazioni nella terapia medico-nucleare grazie alle sue particelle \u03b2<sup>+<\/sup> ad alta energia. Per marcare macromolecole complesse, come anticorpi monoclonali per la radioimmunoterapia, pu\u00f2 essere utilizzato un chelante bifunzionale specifico chiamato <strong>tiuxetano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Fonte:&nbsp;<\/em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/search?ie=UTF8&amp;tag=bmscience.net-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=26836e739cfede8ee8de1cdbb724998c&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;index=books&amp;keywords=Fondamenti%20di%20medicina%20nucleare.%20Tecniche%20e%20applicazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fondamenti di medicina nucleare. Tecniche e applicazioni.<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience3705560862\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/45LQEk0\" target=\"_blank\" aria-label=\"511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR0,0,3000,600_SX1920_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_.jpg 1920w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_-300x60.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_-1024x205.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_-768x154.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/511ccef1-fd3b-48e1-9f8f-20f284cb419b._CR003000600_SX1920_-1536x307.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" width=\"1920\" height=\"384\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I radiofarmaci rappresentano una categoria di medicinali utilizzati in ambito medico per scopi diagnostici e\/o terapeutici. La caratteristica distintiva di un radiofarmaco \u00e8 la presenza di uno o pi\u00f9 radionuclidi, ossia nuclei radioattivi, incorporati nella sua composizione. Questa definizione genera una nuova prospettiva, superando la vecchia distinzione tra &#8220;tracciante&#8221; (originariamente utilizzato per molecole marcate di&hellip;<\/p>\n<p class=\"more\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/i-radiofarmaci-utilizzati-in-medicina-nucleare\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">I radiofarmaci utilizzati in medicina nucleare<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":17955,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[96,110,114,870,964,1875,2128,3886,4813,5662,5910,6176,6178,6179,6180,6182,6183,6184,6185,6193,6227,6243,6247,6263,6264,6600,6869,7014,7015,7050,7537,7580,8054],"class_list":["post-17890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-medicina-nucleare","tag-201tl-cloruro","tag-99mtc-pertecnetato","tag-99mtc-sestamibi","tag-attivita-specifica","tag-becquerel","tag-concentrazione-radioattiva","tag-curie","tag-indicatore","tag-metodo-per-coniugazione","tag-pet","tag-pre-tinning","tag-radiofarmaci","tag-radiofarmaco","tag-radiofarmaco-indicatore-negativo","tag-radiofarmaco-indicatore-positivo","tag-radioiodazione","tag-radioiodio","tag-radionuclide-metallico","tag-radionuclidi","tag-raggi-gamma","tag-reagente-di-bolton-hunter","tag-reazione-di-chelazione","tag-reazione-di-marcatura","tag-reazioni-di-addizione","tag-reazioni-di-idiosincrasia","tag-scambio-isotopico","tag-single-photon-emission-computed-tomography","tag-sostituzione-elettrofila-aromatica","tag-sostituzione-nucleofila","tag-spect","tag-tiuxetano","tag-tracciante","tag-volume-totale-della-soluzione","entry"],"author_meta":{"display_name":"Raffo Coco","author_link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/author\/raffo\/"},"featured_img":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schematizzazione-tridimensionale-dellMDP-300x157.jpg","coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Medicina Nucleare<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Medicina Nucleare<\/span>"]},"tags":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">201Tl-Cloruro<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">99mTc-Pertecnetato<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">99mTc-Sestamibi<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Attivit\u00e0 Specifica<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Becquerel<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Concentrazione Radioattiva<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Curie<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">indicatore<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">metodo per coniugazione<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">PET<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">pre-tinning<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaci<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco indicatore negativo<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco indicatore positivo<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radioiodazione<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radioiodio<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radionuclide metallico<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">radionuclidi<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">raggi gamma<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">reagente di Bolton-Hunter<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">reazione di chelazione<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">reazione di marcatura<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">reazioni di addizione<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">reazioni di idiosincrasia<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">scambio isotopico<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Single Photon Emission Computed Tomography<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">sostituzione elettrofila aromatica<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">sostituzione nucleofila<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">SPECT<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">tiuxetano<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">tracciante<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/category\/medicina\/medicina-nucleare\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Volume Totale della Soluzione<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">201Tl-Cloruro<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">99mTc-Pertecnetato<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">99mTc-Sestamibi<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Attivit\u00e0 Specifica<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Becquerel<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Concentrazione Radioattiva<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Curie<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">indicatore<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">metodo per coniugazione<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">PET<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">pre-tinning<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaci<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco indicatore negativo<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radiofarmaco indicatore positivo<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radioiodazione<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radioiodio<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radionuclide metallico<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">radionuclidi<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">raggi gamma<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">reagente di Bolton-Hunter<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">reazione di chelazione<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">reazione di marcatura<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">reazioni di addizione<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">reazioni di idiosincrasia<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">scambio isotopico<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Single Photon Emission Computed Tomography<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">sostituzione elettrofila aromatica<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">sostituzione nucleofila<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">SPECT<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">tiuxetano<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">tracciante<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">Volume Totale della Soluzione<\/span>"]}},"comment_count":"0","relative_dates":{"created":"Pubblicato 3 anni fa","modified":"Aggiornato 8 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 19\/09\/2023","modified":"Aggiornato il 10\/08\/2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 19\/09\/2023 12:16","modified":"Aggiornato il 10\/08\/2025 17:49"},"featured_img_caption":"Schematizzazione tridimensionale dell'MDP.\nFonte: Fondamenti di medicina nucleare.","series_order":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17890"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25036,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17890\/revisions\/25036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}