{"id":2198,"date":"2013-06-10T09:43:20","date_gmt":"2013-06-10T08:43:20","guid":{"rendered":"http:\/\/bmscience.altervista.org\/blog\/?p=2198"},"modified":"2024-03-05T14:23:00","modified_gmt":"2024-03-05T13:23:00","slug":"relazione-sulla-prima-e-seconda-legge-di-ohm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/relazione-sulla-prima-e-seconda-legge-di-ohm\/","title":{"rendered":"Relazione sulla Prima e Seconda legge di Ohm"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"291\" class=\"size-full wp-image-2200 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Leggi-di-Ohm-e14149524572831.jpg\" alt=\"Leggi di Ohm\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Leggi-di-Ohm-e14149524572831.jpg 640w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Leggi-di-Ohm-e14149524572831-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>ESERCITAZIONE:<\/b>\u00a0Elettrologia<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><b>OGGETTO:<\/b>&nbsp;Verifica sperimentale della prima e della seconda legge di Ohm.<\/h5>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">FORMULE:<\/h1>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"274\" height=\"133\" src=\"https:\/\/bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Formule1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2203\" style=\"width:393px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Legenda:<br><\/b><strong>R<\/strong>= Resistenza Elettrica;<br><strong>S<\/strong>= Sezione del filo metallico;<br><strong>V<\/strong>= Tensione di Corrente;<br><strong>I<\/strong>= Intensit\u00e0 di Corrente;<br><strong>\u2374<\/strong>= Resistivit\u00e0 Elettrica del filo metallico;<br><strong>l<\/strong>= Lunghezza del filo metallico;<br><strong>d<\/strong>= diametro del filo metallico;<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">STRUMENTI E APPARECCHI UTILIZZATI:<\/h1>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Generatore di Corrente Elettrica Variabile (0-30 [V]);<\/li>\n\n\n\n<li>Amperometro Analogico;<\/li>\n\n\n\n<li>Multimetro (Voltmetro) Digitale;<\/li>\n\n\n\n<li>Resistore o resistenza Elettrica (Marrone, Nera, Rosso, Oro);<\/li>\n\n\n\n<li>Cavetti rossi e neri;<\/li>\n\n\n\n<li>Fili di Nichel-Cromo e Rame (Questi ultimi di diversa lunghezza e sezione in base alle prove svolte);<\/li>\n\n\n\n<li>Reostato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div id=\"bmscience955162434\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3UMOY3a\" target=\"_blank\" aria-label=\"0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021.jpg 2335w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021-300x59.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021-1024x202.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021-768x151.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021-1536x303.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/0a55f207-e277-4359-8326-25eeec6cb021-2048x403.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2335px) 100vw, 2335px\" width=\"2335\" height=\"460\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">RELAZIONE:<\/h1>\n\n\n\n<h3 id=\"rtoc-1\"  class=\"wp-block-heading\">CONOSCENZE TEORICHE:<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Elettrologia:<\/b>&nbsp;\u00e8 la parte della&nbsp;fisica&nbsp;che spiega come le&nbsp;cariche elettriche&nbsp;si muovono lungo un&nbsp;conduttore&nbsp;e dove esse si situano. \u00c8 perci\u00f2 la scienza che studia l&#8217;elettricit\u00e0&nbsp;e il comportamento degli&nbsp;elettroni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Georg Ohm<\/b>: Fisico nato a Erlangen (nel territorio di Baviera, in Germania) e morto a Monaco di Baviera. Laureatosi presso l&#8217;universit\u00e0 di Erlangen, nel 1817 divenne professore di matematica e, nel 1852, professore di fisica sperimentale all&#8217;universit\u00e0 di Monaco. Tra i suoi tanti studi, di fondamentale importanza \u00e8 quello nato da una lunga serie di esperimenti sulla corrente elettrica, grazie ai quali definisce i concetti di intensit\u00e0 di corrente e di forza elettromotrice. E&#8217; lui l&#8217;autore delle&nbsp;leggi di Ohm&nbsp;che stabiliscono la proporzionalit\u00e0 tra la tensione e la resistenza. L&#8217;unit\u00e0 di misura della resistenza elettrica \u00e8 stata denominata&nbsp;Ohm&nbsp;in suo onore.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience4185650176\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4960xKC\" target=\"_blank\" aria-label=\"echo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/echo.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Prima legge di Ohm<\/b>:&nbsp;In un conduttore metallico, l&#8217;intensit\u00e0 di corrente&nbsp;(a temperatura T costante) \u00e8 direttamente proporzionale alla tensione applicata ai suoi capi e inversamente proporzionale alla resistenza del conduttore. V = R\u00b7I.<br>Quindi il rapporto fra la tensione e l&#8217;intensit\u00e0 della corrente \u00e8 costante e questa costante \u00e8 chiamata resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Seconda legge di Ohm<\/b>:&nbsp;A temperatura costante, la resistenza&nbsp;R&nbsp;di un filo conduttore di un determinato materiale \u00e8 direttamente proporzionale alla sua lunghezza e inversamente proporzionale alla sua sezione. . Quindi, la resistenza di un filo conduttore dipende dalla sua lunghezza, dalla sua sezione e dalla resistenza innata del materiale di cui \u00e8 fatto (resistivit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Resistivit\u00e0<\/b>: \u00e8 l&#8217;attitudine di un materiale a opporre resistenza al passaggio delle&nbsp;cariche elettriche. Nel&nbsp;sistema internazionale&nbsp;la resistivit\u00e0 si misura in ohm&nbsp;per&nbsp;metro&nbsp;(\u03a9\u00b7m). L\u2019inverso della resistivit\u00e0 \u00e8 la conducibilit\u00e0 elettrica, che indica la facilit\u00e0 con cui un materiale si lascia attraversare dalla corrente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Resistenza<\/b>: \u00e8 una&nbsp;grandezza fisica scalare&nbsp;che misura la tendenza di un&nbsp;corpo&nbsp;ad opporsi al passaggio di una&nbsp;corrente elettrica, quando sottoposto ad una&nbsp;tensione elettrica. Questa opposizione dipende dal&nbsp;materiale&nbsp;con cui \u00e8 realizzato, dalle sue dimensioni e dalla sua&nbsp;temperatura. Uno degli effetti del passaggio di corrente in un conduttore \u00e8 il suo riscaldamento (effetto Joule). La Resistenza si misura in Ohm (\u03a9).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Resistore<\/b> (o resistenza) \u00e8 un componente elettrico costruito avvolgendo del filo metallico su un piccolo supporto isolante (resistore a filo), oppure con una miscela di carbone e argilla legati da una resina (resistori a impasto), o con altre tecniche; la sua funzione \u00e8 quella di limitare l\u2019intensit\u00e0 di corrente. In pratica, dal punto di vista elettrico, un resistore si comporta come un semplice tratto di filo conduttore (Seconda parte della Prova).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Tensione elettrica<\/b>: (o differenza di potenziale elettrico) \u00e8 la differenza dell&#8217;energia potenziale elettrica&nbsp;posseduta da una&nbsp;carica&nbsp;nei due punti a causa della presenza di un&nbsp;campo elettrico, divisa per il valore della carica stessa. In condizioni stazionarie \u00e8 pari al&nbsp;lavoro&nbsp;compiuto per spostare una carica unitaria attraverso il campo da un punto all&#8217;altro, cambiato di segno.<br>Tipicamente la differenza di potenziale elettrico si misura con un&nbsp;voltmetro, in genere integrato in un &#8220;tester&#8221; elettrico. Nell&#8217;ambito del&nbsp;Sistema internazionale di unit\u00e0 di misura&nbsp;l&#8217;unit\u00e0 di misura&nbsp;della differenza di potenziale elettrico \u00e8 il&nbsp;Volt&nbsp;(V) che corrisponde a Joule\/Coulomb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il <b>voltmetro<\/b> per misurare differenze di potenziale in un circuito, deve essere posto in parallelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>Intensit\u00e0 di corrente<\/b>: L&#8217;intensit\u00e0 di corrente&nbsp;\u00e8 una&nbsp;grandezza fisica scalare&nbsp;che misura la quantit\u00e0 di&nbsp;carica elettrica&nbsp;che attraversa la sezione di un conduttore entro un&#8217;unit\u00e0 di&nbsp;tempo. L&#8217; intensit\u00e0 di corrente \u00e8 uguale alla differenza delle cariche elettriche&nbsp;\u0394Q,fratto la differenza di tempo,&nbsp;\u0394t. Quindi i=&nbsp;\u0394Q\/\u0394t. L&#8217;intensit\u00e0 di corrente \u00e8 indicata nelle&nbsp;formule&nbsp;dal&nbsp;segno&nbsp;(I). La sua&nbsp;unit\u00e0 di misura&nbsp;nel&nbsp;SI&nbsp;\u00e8 l&#8217;ampere, indicato con&nbsp;(A). Una corrente con intensit\u00e0 di 1 ampere sposta 6,24150948&nbsp;\u00d7&nbsp;1018&nbsp;portatori di carica elementare in un&nbsp;secondo&nbsp;fra due parti di un&nbsp;circuito. Lo strumento di misura utilizzato \u00e8 l\u2019<b>amperometro<\/b> che, in un circuito, deve essere posto in serie perch\u00e9 deve essere attraversato dalla corrente per poter misurarne l\u2019intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1548780042\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kqcttm\" target=\"_blank\" aria-label=\"Screenshot 2025-05-19 151702\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702.png 1186w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-300x83.png 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-1024x285.png 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-05-19-151702-768x214.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1186px) 100vw, 1186px\" width=\"1186\" height=\"330\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h3 id=\"rtoc-2\"  class=\"wp-block-heading\">DESCRIZIONE DELLA PROVA:<\/h3>\n\n\n<div id=\"bmscience2899483346\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><div style=\"\r\n  width: 200px;\r\n  margin: 0 auto;\r\n  text-align: center;\r\n\">\r\n<div data-id='24174' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;.<\/p><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Lo scopo della prova \u00e8 quello di verificare sperimentalmente le due leggi di Ohm in laboratorio.<br>Va innanzi tutto detto che queste prove vanno svolte velocemente, perch\u00e9 la corrente elettrica si trasforma in energia termica che influenza i dati dell\u2019esperimento. La resistenza \u00e8 direttamente proporzionale alla temperatura.<br>All\u2019inizio si verifica la prima legge di Ohm, per farlo bisogna collegare il generatore di corrente ad una presa e ad un resistore, nel nostro caso di colore marrone, nero, rosso e oro. Poi si inseriscono nel circuito un amperometro analogico e un multimetro usato come voltmetro per misurarci l\u2019intensit\u00e0 di corrente e la differenza di potenziale elettrico. Dopo aver predisposto il circuito si pu\u00f2 iniziare la prova accendendo il generatore di corrente girando la manopola, ora si annotano i valori mostrati nell\u2019amperometro e nel voltmetro per poi determinarci la resistenza; si cambia la tensione girando ancora la manopola riscrivendo i nuovi valori. Questa operazione la si ripete fino a quando vi sembra opportuno, nel nostro caso 4 volte. Con i dati annotati, usando la formula, si pu\u00f2 ricavare la resistenza.<br>Dal primo grafico si pu\u00f2 notare che l\u2019intensit\u00e0 di corrente e la differenza di potenziale sono direttamente proporzionali: infatti il loro rapporto \u00e8 sempre costante ed \u00e8 uguale al valore della resistenza.<br>Nonostante i valori cambino di prova in prova la Resistenza rimane costante.<br>Si pu\u00f2 quindi dire che la prima legge di Ohm, nei limiti degli errori sperimentali, \u00e8 stata verificata.<br>La seconda legge di Ohm \u00e8 legata alla prima, per sperimentarla l\u2019abbiamo divisa in due parti. La prima parte per mostrare come varia la resistenza di due fili di uguale sezione e lunghezza, ma di diverso materiale. Per svolgerla bisogna collegare il generatore, con l\u2019amperometro e il voltometro, prima ad un filo di nichel-cromo e poi ad un filo di rame. Per ciascuno, come nella prima legge di Ohm, si annotano i valori dell\u2019intensit\u00e0 e della tensione. Si pu\u00f2 notare che nonostante i due fili sono identici ma di materiale diverso, la loro resistenza cambia, questo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una propriet\u00e0 intrinseca diversa in ogni materiale da cui dipende la resistenza: la resistivit\u00e0.<br>La seconda parte della seconda legge verifica come varia la resistenza di un filo di stesso materiale in base alla sua lunghezza. Per farlo si usa sempre lo stesso circuito e lo stesso procedimento per calcolare i dati.<br>Come si pu\u00f2 notare anche graficamente, la resistenza aumenta all\u2019aumentare della lunghezza del filo. Si viene a creare quindi una proporzionalit\u00e0 tra le due misure, proprio come afferma la seconda legge di Ohm.<br>Del rame si pu\u00f2 notare come la resistenza sia molto bassa, questo perch\u00e9 il rame \u00e8 un conduttore e quindi ostacola poco la corrente elettrica, motivo per cui esso viene utilizzato nei cablaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><b>CONCLUSIONI:<br><\/b>Posso dire che i due esperimenti sono stati effettuati con successo e che alcuni valori sperimentali si avvicinano a quelli teorici, i pochi errori sono stati effettuati nella verifica sperimentale della seconda legge di ohm a causa della lentezza nell\u2019esecuzione e nell\u2019annotare i dati. Questa parte della fisica mi ha suscitato molto interesse anche perch\u00e9 sono fenomeni che ci dovrebbero interessare da vicino e che costituiscono le basi della tecnologia.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience560564903\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kIYBeg\" target=\"_blank\" aria-label=\"81RH6rhG+0L._SX3000_\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_.jpg 2188w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_-300x69.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_-1024x234.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_-768x176.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_-1536x351.jpg 1536w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/81RH6rhG0L._SX3000_-2048x468.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2188px) 100vw, 2188px\" width=\"2188\" height=\"500\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESERCITAZIONE:\u00a0Elettrologia OGGETTO:&nbsp;Verifica sperimentale della prima e della seconda legge di Ohm. 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