{"id":24241,"date":"2025-06-22T13:03:49","date_gmt":"2025-06-22T11:03:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/?p=24241"},"modified":"2025-06-30T18:36:11","modified_gmt":"2025-06-30T16:36:11","slug":"cha%e2%82%82ds%e2%82%82-vasc-score-guida-pratica-alla-stratificazione-del-rischio-tromboembolico-nella-fibrillazione-atriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/cha%e2%82%82ds%e2%82%82-vasc-score-guida-pratica-alla-stratificazione-del-rischio-tromboembolico-nella-fibrillazione-atriale\/","title":{"rendered":"CHA\u2082DS\u2082-VASc Score: guida pratica alla stratificazione del rischio tromboembolico nella fibrillazione atriale"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2adacb2108e472cb701d0bce7dbbe9a7.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-24244\" style=\"width:394px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2adacb2108e472cb701d0bce7dbbe9a7.webp 800w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2adacb2108e472cb701d0bce7dbbe9a7-300x150.webp 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/2adacb2108e472cb701d0bce7dbbe9a7-768x384.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La <strong>fibrillazione atriale<\/strong> (FA) rappresenta la pi\u00f9 comune <strong>aritmia <\/strong>sostenuta nella popolazione adulta e anziana. Il suo impatto clinico non risiede soltanto nei sintomi correlati all\u2019aritmia, ma soprattutto nell\u2019elevato rischio di eventi tromboembolici, in primis l\u2019ictus ischemico. In questo contesto, la <strong>valutazione accurata del rischio tromboembolico individuale<\/strong> \u00e8 fondamentale per guidare la scelta della terapia anticoagulante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>CHA\u2082DS\u2082-VASc score<\/strong> \u00e8 uno strumento di <strong>stratificazione del rischio<\/strong> che consente di stimare la probabilit\u00e0 annuale di ictus ischemico in pazienti con <strong>fibrillazione atriale non valvolare<\/strong>. Rappresenta un&#8217;evoluzione del precedente score CHADS\u2082, offrendo una maggiore sensibilit\u00e0 nel discriminare i pazienti a basso rischio e prevenendo quindi sia <em>overtreatment <\/em>che <em>undertreatment<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni lettera dello score rappresenta un fattore di rischio clinico, a cui \u00e8 assegnato un punteggio:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Fattore di rischio<\/th><th>Punti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>C<\/strong>: Scompenso cardiaco\/FE ridotta<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td><strong>H<\/strong>: Ipertensione arteriosa<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td><strong>A\u2082<\/strong>: Et\u00e0 \u226575 anni<\/td><td>2<\/td><\/tr><tr><td><strong>D<\/strong>: Diabete mellito<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td><strong>S\u2082<\/strong>: Stroke\/TIA\/TE pregresso<\/td><td>2<\/td><\/tr><tr><td><strong>V<\/strong>: Vasculopatia (IMA, PAD, aorta)<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td><strong>A<\/strong>: Et\u00e0 65\u201374 anni<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td><strong>Sc<\/strong>: Sesso femminile<\/td><td>1<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Punteggio massimo: <strong>9 punti<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1206632872\" style=\"margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><div data-id='24153' class='amazon-auto-links aal-js-loading'><p class='now-loading-placeholder'>Caricamento&#8230;<\/p><\/div>\r\n\r\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Interpretare il CHA\u2082DS\u2082-VASc nella pratica clinica: quando iniziare l\u2019anticoagulante<\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta calcolato il punteggio CHA\u2082DS\u2082-VASc in un paziente con fibrillazione atriale non valvolare, il passaggio successivo \u00e8 capire <strong>se e quando iniziare una terapia anticoagulante orale (TAO)<\/strong>. Il significato clinico del punteggio non \u00e8 assoluto, ma va inserito all\u2019interno di una valutazione globale del paziente. Tuttavia, le soglie individuate da linee guida internazionali forniscono indicazioni molto chiare e pratiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Punteggio CHA\u2082DS\u2082-VASc<\/th><th>Rischio annuale di ictus<\/th><th>Indicazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>0 (uomo) \/ 1 (donna)<\/td><td>Basso (&lt;1%)<\/td><td>Nessuna terapia o ASA (in casi selezionati)<\/td><\/tr><tr><td>1 (uomo) \/ 2 (donna)<\/td><td>Intermedio (~1\u20132%)<\/td><td>Valutazione individuale, considerare anticoagulazione<\/td><\/tr><tr><td>\u22652 (uomo) \/ \u22653 (donna)<\/td><td>Alto (&gt;2%)<\/td><td>Anticoagulazione fortemente raccomandata<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Nei <strong>pazienti di sesso maschile<\/strong>, un punteggio di 0 identifica un rischio annuale di ictus cos\u00ec basso da non giustificare l\u2019inizio della terapia anticoagulante. In questi casi, l\u2019osservazione o, in casi selezionati, l\u2019uso di antiaggreganti pu\u00f2 essere preso in considerazione, anche se l\u2019efficacia dell\u2019ASA in prevenzione dell\u2019ictus nella FA \u00e8 ormai considerata molto limitata. Quando invece il punteggio sale a 1, ci troviamo in una \u201czona grigia\u201d: non \u00e8 detto che l\u2019anticoagulante sia necessario, ma va valutato caso per caso, considerando preferenze del paziente, presenza di ulteriori fattori di rischio, o eventuali controindicazioni. A partire da un punteggio di 2 o pi\u00f9, il rischio di ictus cresce in modo significativo e la terapia anticoagulante diventa <strong>fortemente raccomandata<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience1630683013\" style=\"margin-top: 15px;margin-right: 15px;float: left;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kmxOna\" target=\"_blank\" aria-label=\"Lavazza\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Lavazza.gif\" alt=\"\"  width=\"300\" height=\"300\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Nelle <strong>donne<\/strong>, il discorso \u00e8 leggermente diverso. Il sesso femminile conferisce di per s\u00e9 1 punto nello score, ma non \u00e8 considerato un fattore di rischio sufficiente, se isolato, per indicare l\u2019inizio della TAO. Una donna con punteggio 1 (dato unicamente dal genere) viene quindi trattata come se avesse un punteggio 0. Solo in presenza di <strong>altri fattori di rischio<\/strong> (ipertensione, et\u00e0 avanzata, diabete, storia di TIA\/ictus, etc.) si raggiunge una soglia di rischio per cui la terapia anticoagulante \u00e8 indicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo di 67 anni, iperteso e diabetico, totalizza 3 punti: un punteggio che rientra chiaramente nella fascia di rischio elevato. In questo caso, la TAO \u00e8 indicata senza esitazione. Una donna di 52 anni, sana e senza altri fattori di rischio oltre al genere, ha invece un punteggio di 1, ma <strong>non necessita alcun trattamento anticoagulante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro caso: un uomo di 78 anni, con un precedente TIA e vasculopatia periferica, totalizza ben 5 punti. In un paziente con un rischio tromboembolico cos\u00ec elevato, la TAO non \u00e8 solo raccomandata: \u00e8 <strong>indispensabile<\/strong> per prevenire eventi cerebrali maggiori. Al contrario, un uomo giovane, senza comorbidit\u00e0, che totalizza 0 punti, non trae beneficio dalla terapia anticoagulante.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2161642546\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kYOe6d\" target=\"_blank\" aria-label=\"GS_Header_IT_Desktop\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/GS_Header_IT_Desktop.png\" alt=\"\"   style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Limiti e contesto clinico del CHA\u2082DS\u2082-VASc<\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto utile, il CHA\u2082DS\u2082-VASc score non \u00e8 uno strumento infallibile n\u00e9 esaustivo. \u00c8 fondamentale conoscerne <strong>i limiti<\/strong> per evitare un uso acritico che potrebbe portare a scelte terapeutiche inappropriate o potenzialmente dannose.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, il CHA\u2082DS\u2082-VASc \u00e8 stato <strong>sviluppato e validato solo nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare<\/strong>. Nei pazienti con <strong>valvulopatie significative<\/strong> \u2013 in particolare con <strong>stenosi mitralica reumatica<\/strong> o con <strong>protesi valvolari meccaniche<\/strong> \u2013 il rischio tromboembolico \u00e8 intrinsecamente elevato e non necessita di ulteriori stratificazioni. In questi casi, la terapia anticoagulante \u00e8 <strong>automaticamente indicata<\/strong>, generalmente con antagonisti della vitamina K (AVK), indipendentemente dal punteggio CHA\u2082DS\u2082-VASc.<\/p>\n\n\n<div id=\"bmscience2713754919\" style=\"margin-top: 15px;margin-left: 15px;float: right;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3HvxfJO\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0.jpeg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0.jpeg 640w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-80x300.jpeg 80w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-273x1024.jpeg 273w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/e9df8a88-7895-4804-8211-20398110afe0-546x2048.jpeg 546w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" width=\"180\" height=\"675\"   \/><\/a><\/div>\n\n\n<p>Un altro limite importante \u00e8 che il CHA\u2082DS\u2082-VASc considera <strong>solo il rischio tromboembolico<\/strong>, ma <strong>ignora completamente il rischio emorragico<\/strong>. \u00c8 qui che entra in gioco lo <strong>score HAS-BLED<\/strong>, pensato proprio per stimare la probabilit\u00e0 di sanguinamento maggiore in pazienti in terapia anticoagulante. Non si tratta di uno strumento per escludere l\u2019anticoagulazione, ma piuttosto di un <strong>invito a prestare maggiore attenzione e correggere i fattori di rischio modificabili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Capita spesso di trovarsi di fronte a pazienti \u201cborderline\u201d, magari con punteggio 1 o 2 e alti valori di HAS-BLED, nei quali il medico \u00e8 chiamato a bilanciare attentamente rischio e beneficio. \u00c8 in questi casi che la valutazione deve essere <strong>personalizzata<\/strong>, integrando lo score con una visione pi\u00f9 ampia che comprenda comorbidit\u00e0, preferenze del paziente, potenziali interazioni farmacologiche e aspettativa di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Va anche ricordato che il CHA\u2082DS\u2082-VASc <strong>non contempla tutti i fattori clinici<\/strong> potenzialmente rilevanti. Ad esempio, <strong>l\u2019obesit\u00e0, la malattia renale cronica, l\u2019ipercoagulabilit\u00e0 nota, la storia familiare di ictus o eventi trombotici precoci<\/strong>, cos\u00ec come <strong>alcuni biomarcatori<\/strong> (es. BNP elevato, troponine, ecocardiografia con atrio sinistro dilatato), non sono considerati nel punteggio ma <strong>possono aumentare il rischio reale di ictus<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, il punteggio pu\u00f2 sovrastimare il rischio in pazienti molto anziani con <strong>stato funzionale ridotto o fragilit\u00e0 clinica<\/strong>, dove l\u2019aspettativa di vita limitata pu\u00f2 far propendere, dopo valutazione multidimensionale, per una strategia meno aggressiva o addirittura per la non anticoagulazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto cruciale \u00e8 che il CHA\u2082DS\u2082-VASc <strong>non sostituisce il giudizio clinico<\/strong>, ma lo <strong>supporta<\/strong>. Si tratta di uno strumento utile alla discussione con il paziente e alla documentazione della scelta terapeutica, ma non pu\u00f2 essere applicato in modo rigido o automatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni decisione andrebbe discussa con il paziente, presentando <strong>i dati in modo comprensibile<\/strong>, spiegando che si tratta di una stima basata su popolazioni di riferimento e che <strong>l\u2019approccio migliore resta sempre quello individualizzato<\/strong>, soprattutto nei contesti di maggiore complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Fonti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/eurheartj\/article\/42\/5\/373\/5899003?login=false\"><strong>ESC Guidelines (2020)<\/strong> \u2013 <em>European Society of Cardiology Guidelines for the diagnosis and management of atrial fibrillation<\/em><\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.acc.org\/latest-in-cardiology\/ten-points-to-remember\/2019\/01\/23\/17\/18\/2019-focused-update-of-the-2014-atrial-fibrillation-guideline\"><strong>AHA\/ACC\/HRS Guidelines (2019)<\/strong> \u2013 <em>American Heart Association \/ American College of Cardiology \/ Heart Rhythm Society<\/em><\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/europace\/article\/23\/10\/1612\/6247378\"><strong>EHRA Practical Guide (2021)<\/strong> \u2013 <em>European Heart Rhythm Association Practical Guide on the use of non-vitamin K antagonist oral anticoagulants (NOACs)<\/em><\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n\n\n<div id=\"bmscience1621932944\" style=\"margin-top: 15px;margin-bottom: 15px;margin-left: auto;margin-right: auto;text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/amzn.to\/45Jgkha\" target=\"_blank\" aria-label=\"Version 1.0.0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff.jpg 1940w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-1024x264.jpg 1024w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-768x198.jpg 768w, https:\/\/www.bmscience.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/d3f60ba2-e5d1-4c20-807b-fc7463b5ddff-1536x396.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1940px) 100vw, 1940px\" width=\"1940\" height=\"500\"  style=\"display: inline-block;\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fibrillazione atriale (FA) rappresenta la pi\u00f9 comune aritmia sostenuta nella popolazione adulta e anziana. 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