Anatomia e fisiologia dell’esofago


Pubblicato da Raffo in Anatomia, Fisiologia

Fonte: Wikipedia

L’esofago è quel tratto del tubo digerente muscolo-membranoso che nel soggetto adulto ha una lunghezza di circa 25-26 cm, facendo seguito alla faringe, a livello della 6a vertebra cervicale, in corrispondenza del margine inferiore della cartilagine cricoidea della laringe, passando dal collo nel torace e poi nell’addome attraverso l’orifizio esofageo del diaframma, per cui possiamo distinguere 4 parti: parte cervicale (4-5 cm), parte toracica (16 cm), parte diaframmatica (1-2 cm), parte addominale (3 cm) che comunica con lo stomaco mediante il cardias.
Ha un lume medio di 5 cm che varia lungo il percorso per via della presenza di restringimenti dovuti alla compressione di una serie di strutture:

  • restringimento cricoideo a livello del margine inferiore della cartilagine cricoide della laringe dove inizia l’esofago.
  • restringimento aortico a livello del versante posteriore destro dell’arco aortico.
  • restringimento bronchiale a livello del bronco principale di sinistra.
  • restringimento diaframmatico a livello dell’orifizio o jatus esofageo del diaframma.

Inoltre, l’esofago presenta 3 curvature fisiologiche: prima discende a ridosso della colonna vertebrale dalla C6 alla T4 seguendone la curvatura anteriore, poi si discosta dalla colonna vertebrale leggermente a destra nel torace e poi si sposta verso sinistra.

La parte cervicale è in rapporto anteriormente con trachea, lobo sinistro della tiroide e nervo ricorrente sinistro, la parte toracica è in rapporto anteriormente con la trachea e bronco sinistro, posteriormente con la colonna vertebrale fino alla T4, condotto toracico, aorta toracica discendente.
La parte addominale è in rapporto anteriormente con la faccia postero-inferiore o viscerale del lobo sinistro del fegato, posteriormente con l’aorta addominale, i pilastri mediali del diaframma, il lobo caudato del fegato, il fondo gastrico.

La parete dell’esofago è formata dalla tonaca mucosa rivestita da epitelio pavimentoso non cornificato, tonaca sottomucosa connettivale lassa, tonaca muscolare con strato esterno longitudinale e strato interno circolare. La tonaca sierosa è assente.

La vascolarizzazione arteriosa della parte cervicale si deve alla arteria tiroidea inferiore che è un ramo del tronco tireocervicale proveniente dalla arteria succlavia.
La parte toracica è vascolarizzata dalle arterie bronchiali e intercostali rami collaterali dell’aorta toracica discendente, la parte diaframmatica e addominale dalle arterie freniche inferiori, rami parietali dell’aorta addominale e dall’arteria gastrica sinistra collaterale viscerale dell’aorta addominale.

Il drenaggio venoso a livello cervicale, toracico e diaframmatico spetta a vene affluenti della vena cava superiore: vena azigos, vena tiroidea inferiore, vena frenica, vene bronchiali e vene pericardiche. La parte addominale viene drenata dalla vena gastrica sinistra radice della vena porta. Per cui si stabilisce un’anastomosi tra la vena cava superiore e la vena porta che è importante in caso di ipertensione portale con comparsa delle varici esofago-gastriche.

Il drenaggio linfatico spetta ai linfonodi cervicali profondi, linfonodi pretracheali, linfonodi mediastinici posteriori e linfonodi gastrici superiori.

L’innervazione si deve a fibre parasimpatiche del nervo vago costituenti il plesso esofageo importante per la peristalsi esofagea e fibre provenienti dall’ortosimpatico.

Fisiologia

La funzione principale dell’esofago è di far progredire il cibo dalla faringe allo stomaco: il bolo alimentare provoca un aumento della pressione endofaringea con rilasciamento del muscolo crico-faringeo e della muscolatura esofagea a livello dello sfintere esofageo superiore (UES) che mantiene una pressione di chiusura di 20-25 mmHg e contemporaneamente viene evitato il passaggio del cibo nelle vie respiratorie o nel rinofaringe grazie alla chiusura della glottide, abbassamento della epiglottide, risalita della laringe e accollamento del palato molle alla parete posteriore del rinofaringe.

Il bolo raggiunge l’esofago e mediante un’onda di contrazione peristaltica iniziale primaria procede fino allo stomaco. In condizioni normali si tratta di un’onda unica a singolo picco che progredisce dall’esofago prossimale a quello distale, non è mai ripetitiva e non compare mai spontaneamente, di breve durata e genera una pressione di 25-40 mmHg, misurabile con la manometria esofagea. Le onde primarie possono raggiungere pressioni anche elevate (100-200 mmHg) e possono avere una velocità di 5 cm al secondo (in 4-5 secondi il bolo arriva dall’esofago allo stomaco).

Il tratto terminale dell’esofago presenta lo sfintere esofageo inferiore o LES che è quel segmento lungo 3-4 cm al di sopra della giunzione gastro-esofagea, che presenta una pressione di chiusura di 15-20 mmHg e che si rilascia un attimo prima dell’arrivo dell’onda peristaltica, con azzeramento della pressione nel momento in cui passa il bolo alimentare, mentre poi aumentare per impedire il reflusso gastro-esofageo.
Il LES è controllato dal nervo vago e da un meccanismo ormonale: gastrina è ipertensiva, serotonina, colecistochinina e glucagone sono ipotensivi.

In condizioni patologiche si può avere la comparsa di onde di contrazione secondarie e terziarie:

  • Le secondarie non sono attivate dalla deglutizione, ma sono autoattivate. Sono però anche queste delle onde sequenziali e progressive (hanno una loro funzione), e sono attivate dalla presenza di materiale nel lume dopo le onde primarie. Questo vuol dire che le onde primarie non riescono a trasportare tutto il bolo alimentare in un solo “viaggio” per cui rimane circa un 15% di questo bolo nel lume esofageo; questo attiva queste onde peristaltiche secondarie che hanno il compito di ripulire tutto il lume esofageo.
  • Le terziarie non sono sequenziali, non sono progressive, sono delle contrazioni incoordinate della muscolatura liscia, hanno un’insorgenza spontanea, e possono essere diffuse in tutto quanto l’esofago o localizzate in alcuni tratti, ma dal punto di vista funzionale non hanno la capacità di far passare il bolo nello stomaco.




Autore

Raffo

Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Diplomato presso l'ISIS "Luigi Di Maggio" di San Giovanni Rotondo (FG) con opzione Biotecnologie Sanitarie e studente di medicina presso l'Università degli Studi di Foggia. Se ti piacciono i miei contenuti lascia un commento ed aiutaci a diffonderli. Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi su: Twitter o Facebook.




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