Infezione da virus del morbillo


Pubblicato da Raffo in Patologie

Il morbillo è la malattia esantematica acuta più conosciuta altamente contagiosa (con indice di trasmissione di 15-17) dovuta al Morbillivirus appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, virus a RNA a singola elica, di 120-250 nm, diffuso in tutto il mondo.

Il virus colpisce bambini nei primi 2 anni di vita, soprattutto in inverno ed inizio primavera, alcune volte anche i soggetti adulti.
In assenza di vaccinazione, il 95-99% dei soggetti di una comunità contrae l’infezione entro i 20 anni.

Molti bambini oggi contraggono l’infezione perché non sono vaccinati a causa della diffusione dei movimenti “No vax” che ritengono non opportuna la vaccinazione, esponendo i bambini quindi al morbillo e alle altre malattie esantematiche.

Trasmissione e patogenesi

La trasmissione dell’infezione avviene per via aerea in seguito all’inalazione di secrezioni rinofaringee espulse da soggetti infetti mediante colpi di tosse o starnuti considerando che la malattia è contagiosa dalla fase prodromica all’inizio del periodo esantematico (da 4 giorni prima a 4 giorni dopo l’esordio dell’esantema).
L’uomo è l’unico ospite ed il malato è l’unica fonte di infezione.

Dal punto di vista patogenetico il virus penetra nell’organismo attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori o la congiuntiva, raggiunge i linfonodi regionali dove si moltiplica, passa in circolo (viremia primaria) infettando linfociti e monociti, raggiunge gli organi del sistema reticolo-endoteliale dove si moltiplica ulteriormente e con viremia secondaria raggiunge la cute e le mucose formando l’esantema eritemato-papulare.
L’immunità cellulo-mediata è fondamentale per la guarigione e l’infezione determina immunità che persiste tutta la vita.

Clinica e complicanze

Dal punto di vista clinico dopo un periodo di incubazione di 10-12 giorni si ha la fase prodromica o periodo di invasione con febbre alta (35 °C o oltre), malessere generale, raffreddore comune (coriza) con rinorrea prima sierosa poi mucopurulenta, bronchite con tosse secca e stizzosa, congiuntivite con edema palpebrale, lacrimazione e fotofobia. Nell’80% dei casi si ha la comparsa di un enantema o segno di Köplik cioè piccole macchie biancastre circondate da un alone eritematoso, localizzate sulla mucosa delle guance a livello del 2° molare. Se presenti permettono di fare diagnosi di morbillo perché sono patognomoniche.

Dopo 2-3 giorni dal periodo prodromico si ha la comparsa di un esantema maculo-papuloso localizzato prima alla regione retroauricolare e alla fronte, poi si diffonde in senso cranio-caudale al volto, collo, tronco e arti risparmiando la regione palmo-plantare: inizialmente le lesioni sono rotondeggianti, rosa pallide, poi diventano irregolari, rosso scure tendenti alla confluenza soprattutto al volto, associate a febbre alta e malessere generale.

Dopo 5-6 giorni si ha la risoluzione della febbre per lisi, miglioramento delle condizioni generali, regressione dell’esantema fino alla completa scomparsa con desquamazione furfuracea.

Il morbillo può causare diversi tipi di complicanze, tra cui infezioni dell’orecchio, diarrea, polmonite che può portare ad insufficienza respiratoria e morte, encefalite (panencefalite sclerosante subacuta che può comparire anche a distanza di 15 anni dall’episodio di morbillo), alterazioni a carico dell’occhio, laringite stenosante o croup con stridore respiratorio, afonia, dispnea, crisi di asfissia. 1 su 1.000 può porire.

Diagnosi, terapia e profilassi

La diagnosi è clinica, raramente va eseguito un esame citologico delle secrezioni nasali, salivari, congiuntivali con presenza delle cellule giganti plurinucleate con inclusioni intranucleari, test Elisa o immunofluorescenza indiretta per valutare la presenza delle IgM specifiche con aumento del titolo anticorpale di 4 volte tra siero prelevato nella fase acuta e siero della fase di convalescenza.

La terapia è sintomatica: riposo a letto, antipiretici, mucolitici, antibiotici in caso di sovrainfezioni batteriche (ampicillina, amoxicillina, cefalosporine), cortisonici in caso di laringo-tracheite e bronchiolite.
Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.

La profilassi avviene con il vaccino trivalente anti-morbillo, parotite, rosolia (MPR) con ceppi vivi e attenuati coltivati in embrione di pollo, somministrato al 13°-15° mese di vita per via intramuscolo o sottocutanea, eseguendo una dose di richiamo a 5-6 anni e a 11-12 anni per ottenere una protezione solida e duratura. Ha un’efficacia del 90-95%.
Negli ultimi anni si è avuto un drastico calo nella copertura vaccinale. Dal 90% siamo scesi all’85,4%. Questo ha portato a delle epidemie da morbillo per mancanza di protezione collettiva (immunità di gregge) con diversi casi di morbillo sia tra bambini che tra gli adulti, con numerose complicanze.




Autore

Raffo

Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Diplomato presso l'ISIS "Luigi Di Maggio" di San Giovanni Rotondo (FG) con opzione Biotecnologie Sanitarie e studente di medicina presso l'Università degli Studi di Foggia. Se ti piacciono i miei contenuti lascia un commento ed aiutaci a diffonderli. Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi su: Twitter o Facebook.




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