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Il referendum anti-trivelle che avrà luogo il 17 aprile, riguarderà solamente le attività petrolifere nelle acque italiane, vale a dire a 22 km dalla costa.

Ci sarà posta una domanda semplice e diretta: volete fermare i giacimenti in attività quando scadranno le loro concessioni?
Se vi sarà una maggioranza di SI’ le estrazioni petrolifere verranno bloccate, se, al contrario ci sarà una maggioranza di NO, le attività di estrazione di petrolio e metano non cesseranno.

Io ritengo che prima di giungere a voti e conclusioni affrettate sia necessario valutare i pro ed i contro e, quindi, fare una scelta.

Le estrazioni petrolifere mettono a serio rischio la fauna dei nostri mari poiché per “leggere”, o meglio, studiare i fondali viene usato l’air gun, cioè uno sparo di aria compressa. L’uso di questo strumento nuoce alla salute dei pesci ed in particolare dei cetacei che nuotano nei nostri mari, e nella peggiore delle ipotesi, porta alla totale perdita dell’udito degli esseri che popolano i nostri fondali.

Ma non solo, nonostante tutto, a guadagnarci sono solo ed esclusivamente le compagnie petrolifere, infatti queste per trivellare le acque di un Paese devono versare delle royalties, vale a dire dei “diritti”, ma per estrarre petrolio dai mari italiani si pagano le royalties più basse del mondo, ovvero il 7% di quanto si estrae.

Inoltre, di recente, Greenpeace ha pubblicato uno studio realizzato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca), che mostra come tra il 2012 e il 2014 ci siano stati dei superamenti dei livelli stabiliti dalla legge per gli agenti inquinanti nel corso della normale amministrazione di alcuni dei 130 impianti attualmente in funzione in Italia.

Tuttavia ci sono anche delle buone ragioni per votare NO, infatti se smettessero di trivellare i nostri mari ci sarebbe un drastico calo dei posti di lavoro oltre alla perdita degli investimenti fatti fino ad ora e di quelli futuri.

Non solo, secondo le stime il petrolio presente nei mari italiani sarebbe pari a 700 milioni di tonnellate, il nostro consumo attuale annuo è 58 milioni di tonnellate. Nel 2015 sono stati esportati 21 milioni di tonnellate. Inoltre il fatto di avere dei “giacimenti nostri” ci permetterebbe di risparmiare.

Tuttavia greenpeace afferma che le trivelle non soddisfano comunque i problemi di energia del Bel Paese.

Io penso che l’Italia sia un Paese bellissimo, che per vivere non ha bisogno di trivellare quei mari tanto belli cantati da tanti poeti. Il nostro Paese è pieno di risorse, delle trivelle non ha proprio bisogno.

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Di Admin