Cicloni: cosa sono e come si formano

Cicloni Extratropicali e Cicloni tropicali


Pubblicato da Cecilia in Curiosità, Meteorologia

In generale, quando parliamo di Cicloni, intendiamo una perturbazione atmosferica in cui la pressione atmosferica è più bassa al centro e diminuisce nelle regioni più lontane dal esso. I Cicloni provocano forti venti, piogge torrenziali e temporali. I Cicloni si classificano in: Cicloni extratropicali e Cicloni tropicali. Vediamo le differenze.

Cicloni Extratropicali

Questi cicloni nascono e si sviluppano nelle medie ed alte latitudini, “dall’incontro” di masse d’aria calda e masse d’aria fredda.
I Cicloni extratropicali nascono dall’ondulazione del così detto “fronte polare” (zona di separazione tra aria fredda proveniente dal polo e aria mite/calda proveniente dalle medie altitudini). Questa ondulazione del fronte polare è causata dalla diversa densità delle due correnti d’aria: quella fredda maggiormente densa andrà ad incastrarsi al di sotto di quella calda. Verrà a crearsi un moto vorticoso composto da: un fronte caldo e un fronte freddo, separati dal così detto settore caldo.
Il ciclone inizierà ad ingrandirsi e ad intensificarsi raggiungendo un diametro fino a qualche migliaio di chilometri. La circolazione dei venti accresce a causa del restringimento del settore caldo, perché il fronte freddo comincia ad avvicinarsi al fronte caldo. Quando il fronte freddo raggiunge quello caldo, l’aria del settore caldo viene spinta in alto: le due masse d’aria si mescolano colmando il deficit pressorio creatosi all’inizio, e il ciclone inizia a calmarsi e a dissolversi.

Essi sono molto comuni e caratterizzano il tempo meteorologico: provocano temporali, piogge e venti di media/alta intensità.

Cicloni Tropicali

A differenza di quelli Extratropicali, questi sono molto più violenti e particolarmente disastrosi. Si formano a cavallo dell’Equatore ed assumono nomi diversi in base alla zona e alla velocità dei venti. I cicloni si dividono in tre grandi gruppi in base alla loro intensità:

  • Depressioni tropicali: i venti sono minori di 65 km/h
  • Tempeste tropicali: i venti sono compresi tra 65 e 118 km/h
  • Uragani: i venti superano i 118 km/h.

Con il termine Cicloni indichiamo quelli che colpiscono l’Oceano Indiano. Gli Uragani sono i cicloni dell’Oceano Atlantico settentrionale e del Pacifico settentrionale ad est della linea del cambio di data. I Tifoni sono i cicloni del Pacifico settentrionale ad ovest della linea del cambio di data.

ciclone tropicale

I cicloni tropicali possono essere paragonati a delle macchine termiche in cui confluiscono diversi fattori. La fonte primaria di energia è il calore proveniente dal mare tropicale che supera il 26° e il calore liberato dalla condensazione del vapore acqueo in nubi tempestose. La condensazione provoca un’instabilità atmosferica: la pressione diminuisce e l’intensità dei venti aumenta, favorendo a loro volta il processo di evaporazione e condensazione, fino a che la fonte di energia, cioè l’acqua calda, alimenta il processo. Quando il ciclone passa sulla terraferma, infatti, la sua intensità diminuisce (ma causa comunque gravissimi danni per il forte vento e le piogge torrenziali). Se il ciclone sale di latitudine incontrerà acque più fredde e si trasformerà in un ciclone extratropicale.

Altri fattori che sono necessari per la formazione di un ciclone tropicale sono: alterazione delle condizioni meteorologiche (onde tropicali e depressioni tropicali della troposfera); una distanza di circa 10° dall’equatore in modo tale che si possa innescare la rotazione del ciclone e l’assenza di situazioni che comportano un cambiamento di velocità e direzione dei venti che possono spezzare la forma del ciclone.

Curiosità

L’uragano più disastroso della storia è stato l’Uragano Katrina nel 2005, che provocò danni economici pari a 108 miliari di dollari e causò la morte di 1836 persone.
Il ciclone tropicale che è durato di più nella storia è avvenuto nell’Oceano Pacifico nel 1994 ed è durato un mese.
Il ciclone più grande ed intenso è stato il Tifone Tip, avvenuto nell’Oceano Pacifico nel 1979 ed ha raggiunto un diametro di 2220 km e una pressione al livello del mare record: 870 mbar.
L’Uragano Irma è stato classificato come la tempesta più potente registrata nell’Oceano Atlantico nell’ultimo decennio.

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Autore

Cecilia

Cecilia

Ciao a tutti, mi chiamo Cecilia Stella, sono una scrittrice di questo sito e mi occupo di alcune rubriche. Ho conseguito il diploma presso Liceo Scienze Umane Opz. Economico-Sociale e sto conseguendo la laurea in Economia Finanza e Mercati. Sono un’appassionata di Scienza, Salute e Benessere. Spero che i miei articoli vi possano essere di aiuto. Clicca sul mio nome per leggere tutti i miei articoli e seguici sui social!




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