Infezione da Rubivirus (Rosolia)


Pubblicato da Raffo in Patologie

La rosolia è una malattia esantematica acuta moderatamente contagiosa causata dal Rubivirus, virus a RNA a singola elica di 60-70 nm, appartenente alla famiglia Togaviridae, che colpisce soprattutto bambini di 5-10 anni con alta incidenza in inverno e inizio primavera. L’uomo è l’unico ospite e la malattia è ubiquitaria con andamento epidemico nelle zone rurali, endemico-epidemico nelle città, con picchi in primavera.

Trasmissione e patogenesi

La trasmissione dell’infezione avviene per via aerea in seguito all’inalazione di secrezioni rinofaringee espulse da soggetti infetti mediante colpi di tosse o starnuti, considerando che la malattia è contagiosa da 7 giorni prima a 5-7 giorni dopo la comparsa dell’esantema. La contagiosità è comunque minore rispetto a quella del morbillo.
Il virus viene eliminato anche con le urine e secrezioni cervico-vaginali per 15-20 giorni.
La trasmissione può avvenire anche per via transplacentare in gravidanza con rosolia congenita ed eliminazione del virus per 18 mesi dopo la nascita costituendo una pericolosa fonte di contagio.

La patogenesi è identica a quella del morbillo, quindi il virus penetra nell’organismo attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori o la congiuntiva, raggiunge i linfonodi regionali dove si moltiplica, passa in circolo infettando linfociti e monociti, raggiunge gli organi del sistema reticolo-endoteliale dove si moltiplica ulteriormente con viremia secondaria raggiungendo la cute e le mucose.
L’infezione conferisce immunità protettiva.

Clinica e complicanze

Dal punto di vista clinico, dopo un periodo di incubazione di 14-23 giorni, si ha il periodo di invasione asintomatico (nel 25-50% delle infezioni) nei bambini mentre negli adulti si manifesta con febbricola, anoressia, linfoadenopatie con aumento del volume dei linfonodi retroauricolari, retronucali e cervicali posteriori, indolenti e dopo 4-10 giorni compare l’esantema maculo-papulare (esantema roseoliforme) che si diffonde in senso cranio-caudale al volto, tronco e arti, con papule rosa di piccole dimensioni che scompaiono con la digitopressione, distanziate tra loro, tranne al tronco dove sono numerosissime. Non vi sono segni di mucosite come accade per il morbillo.
L’esantema e i sintomi generali scompaiono dopo 3-4 giorni senza esiti rispetto alla varicella.

Le complicanze della rosolia sono rare e prevalentemente nell’adulto: artrite con interessamento delle articolazioni delle dita, polsi, ginocchia con dolore intenso; edema; arrossamento; encefalite (1/6.000 casi) e trombocitopenia (1/3.000).
In caso di rosolia congenita, se l’infezione viene contratta nelle prime settimane di gravidanza si ha l’aborto nel 10-15% dei casi, se l’infezione viene contratta nei primi 4 mesi di gravidanza si possono avere malformazioni congenite uditive, vestibolari, cardiovascolari (80%) come la pervietà del dotto arterioso di Botallo (cardiopatia congenita), stenosi arteria e valvola polmonare, lesioni oculari come cataratta, microftalmia e glaucoma.
Dopo la nascita il bambino può essere sano ma continua ad eliminare il virus attraverso le urine per diversi mesi, oppure presenta peso ridotto, ritardo di crescita, malformazioni ossee, piastrinopenia, panencefalite progressiva rubeolica mortale.

Diagnosi

La diagnosi è clinica (sintomi e segni) associata all’isolamento del virus dalle secrezioni rinofaringee e urine, sierodiagnosi cioè reazione di inibizione dell’emoagglutinina (HI) poiché il virus della rosolia ha la caratteristica di agglutinare gli eritrociti umani (gruppo 0) mentre l’ELISA e IFI consentono di valutare l’aumento del titolo anticorpale di almeno 4 volte tra siero della fase acuta e siero della fase di convalescenza.

La diagnosi di infezione nella gestante è clinica valutando la comparsa del tipico esantema maculo-papuloso che si diffonde in senso cranio-caudale al volto, tronco e arti con papule rosa di piccole dimensioni che scompaiono con la digitopressione, distanziate tra loro, tranne al tronco dove sono numerosissime, associato a febbricola e linfoadenopatie latero-cervicali, retronucali, retroauricolari.
La sierodiagnosi si basa sulla tecnica ELISA valutando la comparsa precoce delle IgM che raggiungono il picco nel giro di 7-10 giorni, persistendo in circolo per 4 dopo la comparsa dell’esantema mentre le IgG compaiono dopo circa 2 settimane dall’esantema e persistono per tutta la vita conferendo immunità, cioè protezione da reinfezioni.
Per individuare le IgG rispetto alle IgM si fa il test dell’avidità, per cui se l’avidità per le IgG è alta vuol dire che l’infezione è più vecchia, se è bassa, vuol dire che l’infezione è recente.

La diagnosi della rosolia congenita può essere precoce già alla 12a settimana di gestazione mediante villocentesi oppure alla 16a settimana mediante amniocentesi valutando mediante la PCR la presenza del DNA virale rispettivamente nei villi coriali e nel liquido amniotico, oppure diagnosi tardiva alla 22a settimana mediante funicolocentesi ricercando le IgM nel sangue fetale.

Profilassi

La profilassi si basa su:

  • Vaccinazione in età pediatrica mediante il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) formato da ceppi virali vivi attenuati iniettati per via intramuscolo o sottocutanea con efficacia del 90-95% e durata di circa 10 anni.
  • Indagini sierologiche in fase preconcezionale con eventuale vaccinazione almeno 3 mesi prima di iniziare la gravidanza perché il virus attenuato provoca viremia con rischio di infezione fetale.
  • Indagini sierologiche precoci durante la gravidanza e controlli mensili nelle recettive valutando la presenza di anticorpi anti-virus rubeolico, la sieroconversione IgM-IgG mediante tecnica Elisa, sierodiagnosi fetale con PCR, ecografia anche se è difficile valutare la presenza di malformazioni.




Autore

Raffo

Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Diplomato presso l'ISIS "Luigi Di Maggio" di San Giovanni Rotondo (FG) con opzione Biotecnologie Sanitarie e studente di medicina presso l'Università degli Studi di Foggia. Se ti piacciono i miei contenuti lascia un commento ed aiutaci a diffonderli. Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi su: Twitter o Facebook.




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