La malattia renale cronica (MRC)


Pubblicato da Raffo in Patologie

La malattia renale cronica è un termine generico che unisce un insieme di malattie eterogenee che colpiscono la struttura e la funzione renale.

E’ un importante problema di salute pubblica. Il 9,24% della popolazione adulta soffre di qualche grado di malattia renale cronica. Il 6,83% della popolazione presenta una riduzione del filtrato glomerulare al di sotto di 60 ml/min/1,73 m2. Questa percentuale aumenta a 20,6% nelle persone al di sopra dei 64 anni. La patologia è associata ad un’importante morbilità e mortalità cardiovascolare, così come a costi sanitari significativi.

L’insufficienza renale cronica è un’insufficienza renale sostenuta, progressiva (peggiora gradualmente), globale (insufficienza di entrambi i reni) e irreversibile (non sono disponibili soluzioni per curare l’IRC se non un trapianto di rene) delle funzioni renali come conseguenza di una perdita progresiva e irreversibile del numero di nefroni funzionanti.

La durata è importante per distinguere la malattia renale cronica dalla patologia acuta. La malattia renale cronica è definita come la presenza, per almeno 3 mesi, di almeno una delle seguenti situazioni:

  • velocità di filtrazione glomerulare al di sotto di 60/ml/min/1,72 m2.
  • lesione renale, in cui si ha la presenza di anomalie strutturali o funzionali del rene che possono potenzialmente ridurre la velocità di filtrazione glomerulare.

Il danno renale può manifestarsi direttamente a partire da alterazioni istologiche nella biopsia renale o indirettamente per la presenza di albuminuria, alterazioni nel sedimento urinario o attraverso tecniche di imaging.

Eziologia

Diverse malattie possono causare una malattia renale cronica, tra di queste le cause più comuni sono il diabete (fondamentalmente come conseguenza di una nefropatia diabetica) e l’ipertensione arteriosa, seguite dalle glomerulonefriti. Anche altre patologie renali, tra cui la malattia policistica renale, con cisti renali congenite che sostituiscono il parencima renale, e le nefropatie tubulo-interstiziali, tra cui le pielonefriti e il mieloma, sono in grado di provocare malattia renale cronica.

Tra le malattie sistemiche rientrano invece l’amiloidosi, il lupus eritematoso e la granulomatosi di Wegener.

Diabete mellito24,5%
Non associata20,8%
Malattie vascolari16,2%
Glomerulonefriti12,5%
Nefropatia interstiziale8,8%
Malattia policistica renale7,1%
Malattie sistemiche4,8%
Altre3,5%
Malattie ereditarie1,7%

Stadiazione della malattia renale cronica

Classicamente viene utilizzata una classificazione CKD basata sul valore del GFR (velocità di filtrazione glomerulare). La GFR serve come indice di insufficienza renale (“preinsufficienza”) non per trattare da un punto di vista clinico, ma per vigilare le condizioni renali.

In base al GFR calcolato o stimato con le varie formule, e la presenza o no di danno renale, la CKD è classificata nelle seguenti fasi:

Stadi MRCGFR (ml/min/1,73 m2)Descrizione
1≥ 90Danno renale con GFR normale
260 - 89Danno renale con leggera riduzione del GFR
3A45 - 59Riduzione leggero-moderata del GFR
3B30 - 44Riduzione moderata del GFR
415 - 29Riduzione grave del GFR
5< 15Pre-dialisi
5DDialisiDialisi

Questa tabella è molto utile non solo per analizzare il rischio di malattie cardiovascolari dell’individuo, ma anche in pediatria per calcolare le dosi per il trattamento a seconda della funzionalità renale.

Nello stadio 1 c’è danno renale (proteinuria, ematuria) però la filtrazione glomerulare è normale.
Nello stadio 2 c’è danno renale e si è prodotta una leggera riduzione della filtrazione glomerulare.
A partire dallo stadio 3A è dove si può parlare di insufficienza renale cronica.




Autore

Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Diplomato presso l'ISIS "Luigi Di Maggio" di San Giovanni Rotondo (FG) con opzione Biotecnologie Sanitarie e studente di medicina presso l'Università degli Studi di Foggia. Se ti piacciono i miei contenuti lascia un commento ed aiutaci a diffonderli. Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi su: Twitter o Facebook.




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