Le alterazioni della diffusione polmonare


Pubblicato da Raffo in Pneumologia

Le alterazioni nella diffusione polmonare degli alveoli avvengono quando si ha un aumento dello spessore della membrana alveolo-capillare. Questo aumento di spessore dà origine ad un blocco del passaggio di sostanze tra l’alveolo e il capillare.
La diffusione può essere anormale per due meccanismi:

  • accumulo di essudato infiammatorio e tessuto connettivo nell’interstizio, producendo un aumento dello spessore della membrana alveolo-capillare o un blocco alveolo-capillare, come nel caso della patologia interstiziale diffusa (interstiziopatia polmonare o pneumopatia infiltrativa diffusa).
  • liquido intravascolare stravasato (edema interstiziale). L’interstizio è occupato da acqua e la membrana è ematosa.

Queste alterazioni provocano una limitazione della diffusione di ossigeno, ma non della CO2 che è 20 volte più diffusibile e per questo può attraversare la membrana ispessita (ma anche la normale) anche se il tempo di contatto tra l’aria alveolare e il sangue è minimo.

Tutto questo nell’emogas analisi si traduce in una riduzione della PaO2, a volte solamente in seguito a sforzo. Questo si deve al fatto che a riposo si dispongono di 0,5 secondi di tempo aggiuntivi per portare a termine lo scambio gassoso e compensare il blocco alveolo-capillare. Invece, durante l’esercizio, il flusso sanguigno è più veloce e il tempo di contatto aria-sangue si riduce (ricordando che lo scambio gassoso si produce in 0,25 secondi, e che il sangue rimane in contatto con la membrana per 0,75 secondi).

A riposo i livelli di ossigeno si mantengono, tuttavia, in situazioni di necessità, riducendo il tempo di contatto del sangue con la membrana, la quantità di ossigeno che diffonde è minore e non permette di mantenere i livelli adeguati.
Pertanto, il problema della diffusione alveolo-capillare, almeno a riposo, non si considera come un meccanismo rilevante di insufficienza respiratoria. La somministrazione di ossigeno può correggere l’ipossiemia (non totalmente) perché aumenta la PaO2 alveolare e aiuta a migliorare la diffusione di questo gas nella membrana alveolo-capillare.
A riposo vi è sempre tempo per l’adeguata ossigenazio (è un’insufficienza respiratoria parziale che si produce solo attraverso l’esercizio fisico).

Tra gli altri casi di ipossiemia senza avere insufficienza respiratoria rientrano:

  • la sindrome da alta quota: diminuzione della quantità di ossigeno nell’aria. E’ comune negli alpinisti e si può arrivare a produrre un edema polmonare non cardiogeno o edema polmonare da alta quota.
  • il cortocircuito in cardiopatie congenite con shunt a destra-sinistra: si genera una ipertensione polmonare in cui le pressioni sono più alte nella circolazione polmonare. Vi è una comunicazione interventricolare, solo una parte di sangue riesce a passare al polmone, il resto passa nella circolazione sistemica.

Nel primo caso il gradiente alveolo-arteriale di ossigeno è normale (perché i livelli di ossigeno sono bassi sia nel sangue che nell’aria). Nel secondo caso l’ossigeno nell’alveolo si trova in livelli normali, però il flusso sanguigno è ridotto, per cui il gradiente alveolo-capillare sarà aumentato.



 


Autore

Raffo

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Diplomato presso l'ISIS "Luigi Di Maggio" di San Giovanni Rotondo (FG) con opzione Biotecnologie Sanitarie e studente di medicina presso l'Università degli Studi di Foggia. Se ti piacciono i miei contenuti lascia un commento ed aiutaci a diffonderli. Effettua una donazione su Paypal per contribuire alla stesura di nuovi articoli! Per contattarmi o maggiori informazioni seguimi su: Twitter o Facebook.




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