Un cannone laser per la Stazione Spaziale Orbitante


Pubblicato da Stefano Cocomazzi in Spazio

In molti film il cattivone di turno progetta un cannone laser da mandare in orbita per minacciare i governi mondiali.

In questo caso la minaccia è un’altra.

Mappa dei detriti più grandi che orbitano la terra. Quelli più piccoli, purtroppo non sono ancora stati tracciati.

Mappa dei detriti più grandi che orbitano la terra. Quelli più piccoli, purtroppo non sono ancora stati tracciati.

È capitato già numerose volte che l’ISS abbia cambiato la sua traiettoria, non per motivi scientifici, ma per la sicurezza. Infatti, anche se non la vediamo, il nostro cielo è ricoperto di spazzatura, scarti di lanci spaziali e vecchi satelliti che orbitano a velocità dell’ordine dei 36,000 km/h.

Quando collidono esplodono in migliaia di pezzi piccoli  e ancora più letali, perché più difficili da tracciare. Questi detriti sono un grosso problema per i satelliti e per la stazione spaziale orbitante, perché viaggiando più veloci di un proiettile, possono danneggiare gravemente tutte le costosissime attrezzature.

E il problema è destinato a crescere col tempo, dato che più lanci vengono effettuati, più spazzatura si accumula.

Una soluzione ideale sarebbe rallentare questi detriti per farli deorbitare. Dopodiché ci penserà l’atmosfera terrestre a polverizzarli.

Per questo motivo gli scienziati hanno ben pensato di armare la stazione spaziale internazionale con un cannone laser.

L’ Extreme Universe Space Observatory (EUSO), ha in programma l’installazione sul modulo Giapponese di un laser che aiuterà gli Scienziati a rintracciare i detriti e aggiungerci un potente cannone laser in grado di spararli per modificarne l’orbita. In questo modo la stazione non sarà più costretta ad effettuare manovre di alcun tipo.

Concept art del 1984 di un satellite equipaggiato con un laser per impiego bellico. Succede spesso che da un'arma si sviluppano cose utili al progresso, basti pensare ad internet, creato dall'ARPA nella corsa scientifica contro l'Unione Sovietica

Concept art del 1984 di un satellite equipaggiato con un laser per impiego bellico.
Succede spesso che da un’arma si sviluppano cose utili al progresso, basti pensare ad internet, creato dall’ARPA nella corsa scientifica contro l’Unione Sovietica

Questo cannone sarà formato da tanti piccoli laser che se sparati contemporaneamente sul bersaglio ne innalzano la temperatura fino a creare un sottilissimo strato di plasma.

Nel caso di spazzatura orbitante questo plasma si comporterà come un propulsore che, per il principio di azione-reazione, sposterà i detriti in un’altra orbita ed eventualmente farli rientrare in atmosfera dove bruceranno come stelle cadenti.

Un prototipo di questo cannone potrebbe essere già mandato sulla stazione nel 2017 e avrà una potenza di 10W.

La versione definitiva, tuttavia potrà arrivare a 100,000W e potrà sparare raggi di luce UV fino a 100km.

Potete però dormire sogni tranquilli, visto che l’ISS si trova a 400km di distanza dalla superficie terrestre, quindi nessun laser potrà distruggere la vostra casa.


Autore

Stefano Cocomazzi

Stefano Cocomazzi

Ciao a tutti, mi chiamo Stefano e sono il creatore e cofondatore di Bald Mountain Science. Sono un informatico con la passione per le scienze in generale. Se ti piace questo sito puoi supportarci seguendoci sui social e condividendo i nostri articoli con i vostri amici.



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