Questa simulazione mostra uno degli eventi più violenti dell’universo: la collisione di una coppia di stelle di neutroni che si fondono e formano un buco nero. Una stella di neutroni è il nucleo compresso che si è separato da una stella appena nata con una massa che va da otto a 30 volte quella del sole e che esplode come una supernova. Le stelle di neutroni racchiudono circa 1,5 volte la massa del sole (equivalente a circa mezzo milione di Terre) in una sfera di soli 12 miglia (20 chilometri) di diametro.

All’inizio della simulazione, si osserva una coppia disuguale abbinata di stelle di neutroni che pesano 1,4 e 1,7 volte la massa del sole. Essi sono separati solamente da circa 11 miglia, una distanza leggermente inferiore di quella dei loro diametri. I colori più rossi mostrano regioni di densità progressivamente inferiore.

Appena le stelle si muovono a spirale l’una verso l’altra, intense maree iniziano a deformarle, probabilmente screpolando le loro croste. Le stelle di neutroni possiedono un’incredibile densità, ma le loro superfici sono relativamente sottili, con densità di circa un milione di volte maggiore dell’oro. Il loro interno frantuma la materia ad un grado di densità molto maggiore, aumentando di 100 milioni di volte nel loro centro. Per iniziare a immaginare tali densità da capogiro, si consideri che un centimetro cubo di materia di stella di neutroni supera la massa del Monte Everest.

In 7 millisecondi, la forza della marea travolge e distrugge la stella minore. Il suo contenuto super-denso erutta nel sistema e si arriccia in un braccio di spirale di materiale estremamente caldo. In 13 millisecondi, la stella più massiccia ha accumulato troppa massa per riuscire a sostenerla contro la gravità ed i collassi, è nato un nuovo buco nero. L’evento di nascita del buco nero è indicata dalla sfera grigia, mentre la maggior parte della materia di entrambe le stelle di neutroni cadrà nel buco nero. Una parte della materia meno densa, quella più veloce, riesce a orbitare intorno ad esso, formando rapidamente un grande rotazione a forma di toro. Questo toro si estende per circa 124 miglia (200 chilometri) e contiene l’equivalente di 1/5 la massa del nostro sole.

Gli scienziati pensano che le fusioni tra stelle di neutroni come questa producono brevi lampi di raggi gamma (GRB). I GRB brevi durano meno di due secondi scatenando tanta energia quanto quella che producono tutte le stelle della nostra galassia per più di un anno.

La rapida dissolvenza postluminescenza di queste esplosioni rappresenta una sfida per gli astronomi, che cercano strumenti che consentano di catturare il più presto possibile le postluminescenze dopo il lampo. La rapida notifica e le precise posizioni fornite dalla missione Swift della NASA crea una vivace sinergia con gli osservatori a terra, che ha portato ad un notevolmente miglioramento sulla comprensione dei GRB, soprattutto per brevi sequenze.


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Di Raffo Coco

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Foggia e attualmente MFS in Medicina Nucleare presso l'Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Se ti piacciono i miei contenuti supportaci con una donazione Paypal.