L’energia idroelettrica è una fonte di energia alternativa, rinnovabile e pulita. Essa non produce gas serra o inquinamento atmosferico e non lascia nessun rifiuto. Grazie ad essa vengono risparmiati 22 miliardi di galloni di petrolio o 120 milioni tonnellate di carbone ogni anno.
I bacini d’acqua che si formano in seguito alla formazione di una diga sono molto sicuri e consentono un’alta crescita di fauna d’acqua dolce consentendo quindi attività di pesca, a volte migliori di quelle dei laghi naturali, tuttavia ne risente la flora e la fauna di terra.

Schema di un impianto idroelettrico. FONTE: Accettabilità sociale.
Schema di un impianto idroelettrico.
Fonte: Accettabilità sociale

La centrale idroelettrica e la centrale elettrica alimentata a carbone producono elettricità allo stesso modo. In entrambi i casi la fonte di energia è utilizzata per far girare delle specie di eliche, chiamate turbine, che a loro volta ruotano un’asta di metallo in un generatore elettrico, che è il motore in grado di produrre l’elettricità. La differenza sostanziale è che la centrale elettrica alimentata a carbone utilizza il vapore come mezzo per ruotare le pale eoliche delle turbine, la centrale idroelettrica sfrutta il movimento dell’acqua per ruotare le turbine. Il risultato è lo stesso ma con differenze di efficienza.
L’idroelettrica è il modo più efficiente per generare elettricità. Le più moderne turbine idrauliche sono in grado di convertire fino al 90% dell’energia disponibile in elettricità. Le migliori centrali a combustibili fossili possono al massimo essere al 50% efficienti.

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L’impianto idroelettrico di Grosio, in provincia di Sondrio. Fonte: Progetto Energia

Nel mondo, circa il 20% dell’elettricità è generata dall’energia idroelettrica. Il Canada è la principale nazione produttrice di energia idroelettrica nel mondo, seguita dagli Stati Uniti. L’energia idroelettrica prodotta dagli Stati Uniti sarebbe abbastanza sufficiente per offrire elettricità a 28 milioni di case!  La Norvegia produce più del 99% della sua elettricità attraverso l’idroelettrica, mentre la Nuova Zelanda circa il 75% e non c’è da stupirsi, anche in Italia, agli inizi del XX secolo sino al primo dopoguerra, l’energia idroelettrica rappresentava la stragrande maggioranza dell’energia prodotta arrivando anche a toccare punte di poco inferiori al 100%. Oggi rappresenta la principale risorsa alternativa alle fonti fossili usata in Italia, circa il 95%, e garantisce circa il 15% del fabbisogno energetico italiano grazie alle 2000 centrali idroelettriche presenti nel territorio: 613 al Nord, 277 nel Centro e 172 nel Sud e nelle Isole.

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Di Raffo Coco

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Foggia e attualmente MFS in Medicina Nucleare presso l'Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Se ti piacciono i miei contenuti supportaci con una donazione Paypal.