La pulpite è un processo infiammatorio del tessuto pulpare, e si può presentare in diverse fasi e diverse forme, quali sierosa, purulenta, ulcerosa, iperplastica. In base alla fase e al tipo si presenta con sintomi più o meno gravi, come nella pulpite ulcerosa che nei casi più gravi può portare alla necrosi della polpa. Essa si può sviluppare:

  • su base batterica come evoluzione di un processo carioso o per via ematica;
  • su base fisica come l’assunzione di sostanze molto calde o fredde o come traumi meccanici (causa professionale, come le sarte che spezzavano il filo con i denti), trauma occlusale, ortodonzia;
  • su base chimica (materiali da otturazione), parodontopatia profonda.

La pulpite acuta sierosa determina una sintomatologia caratterizzata da un dolore nevralgico di fondo che può essere indotto o spontaneo (in relazione allo stato evolutivo della lesione), continuo, difficilmente localizzabile, riferito alla regione affetta ed accentuato da fasi di riacutizzazione scatenate da stimoli termici (caldo e freddo), da stimoli chimici ed atteggiamenti posturali (clinostatismo).

Qualunque sia la causa, abbiamo da un punto di vista anatomo-patologico diversi quadri:

  • iperemia pulpare con vasodilatazione e progressione delle strutture: vasi con microtrombi e nervo con dolore. Rappresenta uno stadio iniziale e reversibile. Può regredire o evolvere in pulpite conclamata a seconda dell’intensità e della durata degli stimoli che l’hanno determinata.
    In questa fase sono visibili aree edematose tra gli odontoblasti, mentre i leucociti iniziano a fuoriuscire dai vasi. Gli odontoblasti sono rimpiazzati da un denso infiltrato infiammatorio, in profondità vi è vasodilatazione.
  • pulpite acuta sierosa: caratterizzata da fenomeni che contrassegnano l’infiammazione sierosa. È possibile vedere un’iperemia vasale attiva e successivamente passiva, formazione di microtrombi, fuoriuscita di essudato dai vasi e lieve infiltrazione leucocitaria.
    Nella fase iniziale c’è dolore di fondo, continuo, intenso, che viene accentuato da stimoli di caldo e freddo, di tipo diffuso non sempre identificabile con precisione, di tipo dento-alveolare, dento-mucoso o dento-cutaneo, aumenta con la masticazione e di notte (aumento della pressione a livello del capo).
  • La pulpite acuta sierosa, senza opportuna terapia, può evolvere nella forma purulenta. Quando inizia a formarsi essudato, si ha la formazione di pus e il passaggio ad una pulpite purulenta, con nevralgia secondaria caratterizzata da dolore più intenso e pulsante, e il processo è irreversibile. Inoltre, nella purulenta, in una fase successiva, la sensazione di freddo calma il dolore, mentre il caldo lo accentua.
Reversibilità
Dolore indotto
Dolore spontaneo
Caldo
Freddo
Iperemia pulpare
No
+
+
Pulpite sierosa
No/Sì
+
+
Pulpite purulenta
No
+

La terapia è in entrambe le forme tramite terapia canalare (asportare tutto il tessuto pulpare dal canale per evitare la necrosi e sostituirlo con un altro materiale simil plastico).

La pulpite cronica ulcerosa è un processo infiammatorio cronico della polpa. Si presenta con camera pulpare aperta e la parte superiore esposta per necrosi. Può essere tale ab initio o derivare da una forma acuta.
Si hanno dolori alla masticazione, perché il cibo va a toccare le fibre nervose che sono esposte nella camera e causa dolore.

Nei pazienti più giovani si può avere pulpite cronica iperplastica in cui i processi produttivi prendono il sopravvento su quelli essudativi e degenerativi. Le fibre connettivali si moltiplicano e, avendo la polpa iperplastica, alla masticazione si sente dolore.

I problemi alla polpa possono avere un processo degenerativo quali la formazione di aree calcificate, con piccoli agglomerati di calcio all’interno del canale radicolare, di solito asintomatici, ma che possono andare a formarsi sulla fibra nervosa e nella cavità pulpare e causare algia. Quindi così come si formano calcoli renali o alla colecisti, si possono formare calcoli alla polpa chiamati pulpoliti che possono stare lì per tutta la vita, o a volte posizionarsi all’entrata del canale, a contatto con la fibra nervosa, e causare algia secondaria.

Dopo la pulpite si può avere necrosi pulpare, con dolore molto intenso per un paio di giorni fino a quando la necrosi non distrugge tutta la polpa e il dolore cessa. In seguito a questo processo si può sviluppare una cisti o un granuloma. Bisogna intervenire con terapia canalare.
I processi necrotici, in relazione all’agente eziologico, possono essere di tipo coagulativo, colliquativo e gangrenoso. In seguito alla necrosi o la situazione rimane così per tutta la vita, o si può sviluppare un ascesso a livello apicale.

Fonte: Principi di clinica odontostomatologica.

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Di Raffo Coco

Ciao a tutti, mi chiamo Raffaele Cocomazzi e sono il cofondatore di BMScience. Sono appassionato di Scienza, Medicina, Chimica e Tecnologia. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Foggia e attualmente MFS in Medicina Nucleare presso l'Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Se ti piacciono i miei contenuti supportaci con una donazione Paypal.